26 Apr, 2026 - 12:03

Concorso in frode sportiva: basta l’intenzionalità? Cosa dice la giustizia sportiva

Concorso in frode sportiva: basta l’intenzionalità? Cosa dice la giustizia sportiva

Nel dibattito sulle indagini di queste ultime ore, che coinvolgono il sistema arbitrale e mirano ad approfondire la posizione del designatore Rocchi, emerge un punto chiave spesso frainteso: per configurare il concorso in frode sportiva, non è necessario che il risultato illecito si realizzi concretamente. 

Anche in presenza di sconfitte sul campo, come nel caso dell'Inter che al termine di Bologna - Inter e Milan - Inter non ha tratto vantaggio sportivo, l’illecito nel caso di prova provata può comunque sussistere.

Il principio: conta il tentativo, non solo il risultato

Nel sistema della FIGC, il concorso in frode sportiva si basa su un principio fondamentale: l’intenzionalità dell’azione è sufficiente per integrare l’illecito disciplinare.

Questo significa che:

  • non è necessario che la partita sia effettivamente alterata;
  • non serve dimostrare un vantaggio concreto in classifica;
  • è sufficiente provare un comportamento diretto a condizionare la gara.

In altre parole, il tentativo di alterare la regolarità della competizione è già di per sé sanzionabile.

Perché anche una sconfitta non esclude l’illecito

Un punto centrale riguarda proprio i risultati sportivi. Anche se una squadra coinvolta dovesse perdere le partite oggetto di indagine, ciò non esclude automaticamente la frode sportiva.

La logica della giustizia sportiva è diversa da quella “del campo”:

  • il risultato finale può dipendere da molte variabili imprevedibili;
  • ciò che conta è l’esistenza di un accordo, di una manovra o di un tentativo di influenzare la gara;
  • l’illecito si consuma nel momento in cui viene posta in essere la condotta, non quando (o se) produce effetti.
  • Il concetto di “concorso”

Quando si parla di concorso in frode sportiva, si fa riferimento al coinvolgimento di più soggetti:

  • dirigenti;
  • arbitri o designatori;
  • tesserati o altri soggetti dell’ambiente sportivo.

Non è necessario essere l’autore principale: anche chi partecipa, facilita o contribuisce alla condotta può essere ritenuto responsabile.

Il ruolo del Codice di Giustizia Sportiva

Il FIGC, attraverso il proprio Codice di Giustizia Sportiva, adotta un approccio molto rigoroso. L’obiettivo è tutelare:

  • la lealtà sportiva;
  • la regolarità delle competizioni;
  • la credibilità del sistema calcistico.

Per questo motivo, le norme disciplinari puniscono anche:

  • il semplice tentativo;
  • le condotte preparatorie;
  • le azioni che non hanno prodotto effetti concreti.
  • Le conseguenze possibili

Anche senza un risultato alterato, le sanzioni possono essere pesanti:

  • squalifiche e inibizioni;
  • penalizzazioni in classifica;
  • esclusioni o retrocessioni nei casi più gravi.

La severità deriva proprio dal fatto che il sistema sportivo mira a prevenire qualsiasi rischio di manipolazione.

Perché questo principio è decisivo nelle indagini

Il fatto che basti l’intenzionalità rende il concorso in frode sportiva uno degli illeciti più delicati da valutare. Le indagini si concentrano infatti su:

  • comunicazioni tra i soggetti coinvolti;
  • eventuali accordi o pressioni;
  • scelte e comportamenti ritenuti anomali.

In questo quadro, il risultato della partita diventa un elemento secondario rispetto alla condotta e alla volontà dei soggetti.

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