Dopo che ieri si è diffusa la notizia della richiesta di chiarimenti da parte del Quirinale al ministero della Giustizia sul caso della grazia a Nicole Minetti, la domanda che ci si pone è solo una: nel caso in cui via Arenula non confermasse la correttezza della procedura che ha fatto evitare i servizi sociali all'ex consigliera regionale di Forza Italia, Mattarella potrebbe revocare la grazia?
Si tratterebbe di un inedito nella storia di quest'istituto, sebbene di antichissima tradizione.
L'istituto giuridico della grazia è regolato dall'articolo 681 del codice di procedura penale, il quale non contempla esplicitamente il caso di una revoca. Come dire: il legislatore ha immaginato che una volta data, la grazia non si toglie. Anche perché, come ha raccontato bene l'ultimo film di Sorrentino ("La grazia", appunto) si presuppone che sia un procedimento su cui le istituzioni coinvolte, dalla Procura al ministero della Giustizia fino al Presidente della Repubblica, riflettano a lungo, spulciando ogni particolare delle storie in esame.
Tuttavia, è anche vero che tutti gli atti amministrativi possono essere revocati, compreso quello della grazia.
Mariolina Iossa, sul Corriere della Sera, quindi, alla domanda se la grazia alla Minetti può essere cancellata dal Presidente Mattarella, l'ha messa così:
Come dire: nel caso dell'ex igienista dentale di Berlusconi, la partita è aperta. Potrebbe di nuovo dover scontare la pena di 3 anni e 11 mesi che le è stata inflitta per peculato e favoreggiamento della prostituzione.
Già ieri, quando ha ricevuto la comunicazione del Quirinale sul caso Minetti, Nordio ha fatto avviare ulteriori accertamenti. Ma la Procura generale di Milano ha confermato che la procedura che ha portato alla grazia a Nicole Minetti è regolare.
Fatto sta che nella lettera inviata al ministero della Giustizia, il Colle ha sottolineato che l'istruttoria della pratica è tutta in mano al ministero: il Presidente non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare la veridicità e la fondatezza dei fatti che motivano le richieste.
Come dire: il Presidente, nel concedere la grazia, sostanzialmente, si fida del Guardasigilli, tant'è che una volta il ministero si chiamava di Grazia e Giustizia.
In ogni caso, gioca molto anche la sua sensibilità nel giudicare caso per caso.
Per quello di Nicole Minetti un ruolo fondamentale l'ha rivestito il bambino uruguaiano di cui ha avuto l'affido insieme al compagno Giuseppe Cipriani.
Ma ieri il Fatto Quotidiano, il giornale che ha portato all'attenzione generale il caso, ha gettato delle ombre anche su questo.
Nemmeno Sorrentino ha potuto partorire una trama così intricata.
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