28 Apr, 2026 - 14:37

Media in Europa, libertà di stampa nell’UE sotto pressione: un rapporto lancia l'allarme

Media in Europa, libertà di stampa nell’UE sotto pressione: un rapporto lancia l'allarme

La libertà di stampa nell’Unione Europea è sotto pressione crescente, tra minacce ai giornalisti, concentrazione della proprietà dei media e calo della fiducia da parte dei cittadini. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Unione per le libertà civili in Europa (Liberties), che evidenzia un quadro sempre più complesso per il pluralismo dell’informazione e l’indipendenza editoriale nei paesi membri.

Minacce ai giornalisti e restrizioni alla libertà di stampa

Secondo il rapporto, pubblicato il 28 aprile 2026, i giornalisti nell’UE sono sempre più esposti a molestie, intimidazioni e violenze. L’organizzazione sottolinea come l’indipendenza dei media, in particolare quelli pubblici, sia progressivamente indebolita da interferenze politiche e tagli ai finanziamenti.

I professionisti dell’informazione devono inoltre affrontare crescenti limitazioni alla libertà di espressione e difficoltà nell’accesso alle informazioni. Nel 2025 è stato registrato un numero record di incidenti gravi contro i giornalisti, pari a 377 casi, tra cui anche minacce di morte.

Fiducia nei media in calo e forti divari tra i paesi

Il rapporto evidenzia anche un calo generale della fiducia del pubblico nei media, con forti differenze tra gli stati membri. Solo tre dei 22 paesi analizzati presentano livelli di fiducia considerati “relativamente alti”.

In alcuni paesi, come Germania e Irlanda, la fiducia nei media resta elevata, mentre in altri, tra cui Grecia, Romania e Bulgaria, si registrano percentuali molto basse. In diversi contesti, le emittenti pubbliche continuano ad essere percepite come più affidabili rispetto ai social media, anche se il quadro resta frammentato e in evoluzione.

Concentrazione dei media e rischio per il pluralismo

Un ulteriore elemento critico riguarda la crescente concentrazione della proprietà dei media nell’Unione Europea. Nel 2025, il numero di proprietari ha continuato a ridursi, con conseguenze dirette sulla diversità delle opinioni e sull’accesso a un’informazione equilibrata.

Il rapporto segnala in particolare il caso dell’Ungheria, indicata come il paese più problematico sotto questo profilo. La riduzione del pluralismo mediatico rappresenta, secondo Liberties, una minaccia significativa per il funzionamento delle democrazie europee.

Il rapporto di Liberties dipinge un quadro preoccupante per la libertà dei media nell’Unione Europea. In questo contesto, il rafforzamento delle tutele per i giornalisti e la promozione del pluralismo diventano elementi centrali.

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