La veridicità dello scoop del Fatto Quotidiano su Nicole Minetti e la fondatezza delle ragioni della grazia presidenziale di cui ha beneficiato dopo le condanne a 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato sono tutte da verificare.
Il ministero della Giustizia, sollecitato dal Quirinale, ha promesso una risposta in tempi brevi.
Fatto sta che, a leggere l'editoriale di oggi di Marco Travaglio, si capisce che dal punto di vista politico, tutta questa vicenda gli serve ad attaccare Sergio Mattarella e il governo Meloni, due avversari dichiarati del giornale di riferimento del mondo grillino.
Marco Travaglio oggi di cosa accusa Mattarella? In pratica, di essersi prestato a un'operazione di pulizia post mortem del berlusconismo.
E già: il direttore del Fatto va al di là dei fatti appurati (e da appurare) del caso specifico della grazia a Nicole Minetti. Tutto il suo ragionamento si basa sul suo assunto che Nicole Minetti non è una persona "normale", bensì il simbolo di una stagione politica - il berlusconismo - che per lui dovrebbe "essere sepolta nelle fogne della storia".
La sua ricostruzione, quindi, è questa.
Ora: sottolineato che tutto ciò che Travaglio imputa alla MInetti va dimostrato, il direttore del Fatto affonda il coltello contro il Capo dello Stato:
Parole durissime. Ma non certo le prime che Travaglio utilizza contro Mattarella: il direttore del Fatto attacca il Presidente della Repubblica ogni qual volta quest'ultimo difende l'Ucraina e critica la Russia di Putin, ad esempio.
A latere di quest'atto di accusa contro il Presidente della Repubblica, Travaglio attacca furiosamente anche il ministro della Giustizia e il governo Meloni.
Anzi: nel calderone, ci butta anche Silvia Salis in quanto, secondo il Fatto Quotidiano, in realtà, mira a costruire una nuova forza politica di centro che va da Forza Italia ai riformisti del Pd:
Come dire: secondo Travaglio, i leader del Movimento Cinque Stelle e del Pd sono i buoni e tutt'intorno ci sono i cattivi.
Quanto a Nordio, per il direttore del Fatto, si assiste alla "tragedia di un uomo ridicolo, che mai avrebbe dovuto diventare ministro della Giustizia e dovrebbe essere ai giardinetti da un pezzo".
Ma tant'è: dovranno essere i fatti, dopo la nuova verifica chiesta dal Quirinale, ad incaricarsi di dare un ruolo definitivo a tutti i protagonisti tirati in ballo dal caso-Minetti.
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