A Palazzo Chigi si valuta una nuova proroga al taglio delle accise sui carburanti.
Una scelta obbligata per il governo che - come confermato ieri in conferenza stampa dalla premier Giorgia Meloni - sta lavorando ad un terzo decreto legge dall'inizio della guerra in Iran per calmierare il costo di benzina e gasolio.
L'attuale taglio di 24 centesimi sulla benzina e di 12 sul gasolio scadrà venerdì 1 maggio e senza un'ulteriore proroga si rischia l'impennata verso l'alto dei prezzi alla pompa dei carburanti, già ai massimo storici.
Il prossimo decreto, che dovrebbe essere varato nel consiglio dei ministri di domani - giovedì 30 aprile - avrà una durata più limitata poiché le risorse a disposizione sono sempre più risicate.
I dettagli della misura sono ancora in fase di definizione, ma, sembrerebbe probabile un intervento più incisivo sul costo del gasolio che, rispetto alla benzina, ha avuto incrementi maggiori.
Una scelta obbligata da parte del governo che, tuttavia, come già avvenuto con i decreti precedenti si configura come una misura tampone in attesa dell'apertura dello Stretto di Hormuz, il canale tra Iran e Oman chiuso al transito delle navi dallo scorso 2 marzo.
Nel corso della conferenza stampa per l'approvazione del Decreto Lavoro, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha confermato l'intenzione del governo di prorogare ancora una volta il taglio per le accise sui carburanti.
La premier ha chiarito che, questa volta, la misura sarà più breve (forse solo 15 giorni) rispetto alle precedenti e che probabilmente si interverrà con un taglio più importante sul gasolio rispetto alla benzina.
Ha detto la premier.
Ipotesi confermate anche dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nelle risposte durante l'audizione sul Dpf a Montecitorio.
Ha detto Giorgetti, mentre il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso della trasmissione di Rai 1 "5 minuti" ha spiegato che gli uffici ''stanno facendo i conti e si è visto'' che lo scorso mese ''il prezzo del gasolio è stato sopra i due euro e quindi l'intervento sarà principalmente sul gasolio''.
Con quello in dirittura d'arrivo domani in Cdm, sono tre i decreti carburanti varati dal governo Meloni in due mesi. Il primo, della durata di 21 giorni entrò in vigore il 19 marzo con scadenza il 7 aprile. In totale Palazzo Chigi stanziò 528 milioni di euro.
In totale, fino ad oggi, la crisi iraniana è costata alle casse dello Stato già un miliardo di euro.
Da capire quanto si deciderà di stanziare nel prossimo decreto e quale sarà l'entità dei tagli delle accise. I primi due decreti hanno previsto un taglio di 24,4 centesimi delle accise sulla benzina e di 12 su quelle per il gasolio.
La scelta di prorogare il taglio delle accise è stata quasi obbligata per il governo sotto pressione per l'aumento del costo di benzina e gasolio e per gli aumenti a cascata del costo dei generi di consumo.
Secondo il Codancons, una delle più importanti associazioni dei consumatori italiana, senza la proroga dello sconto il prezzo medio del gasolio schizzerebbe a 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, raggiungendo in media 2,36 euro al litro sulle autostrade. La benzina, invece arriverebbe 1,98 euro al litro (2,03 euro/litro in autostrada).
Si tratterebbe per il diesel del prezzo più alto d’Europa, considerato che in base agli ultimi dati della Commissione Ue i listini più elevati si registrano nei Paesi Bassi con una media di 2,296 euro/litro.
La prossima proroga tuttavia potrebbe essere l'ultima, trattandosi di una misura d'emergenza non è infatti sostenibile mantenerla all'infinito. I fondi a disposizione sono limitati, tanto che il prossimo rinnovo dovrebbe essere di sole due settimane.
Senza la proroga i prezzi dei carburanti - come anticipato dal Codacons - subiranno un'ulteriore impennata rendendo necessaria una contrazione dei consumi: il lockdown energetico di cui si parla ininterrottamente da settimane.
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