Taylor Swift vuole blindare la sua voce con una mossa legale nuova e molto potente: intende registrare alcuni elementi della sua voce e della sua immagine con registrazione del marchio, così da proteggersi da imitazioni e deepfake sempre più realistici nel mondo AI.
È una strategia che parla del presente dello spettacolo, certo. Ormai non basta più difendere una canzone: bisogna difendere anche l’identità di un’artista e non poteva non pensarci Taylor Swift che, negli ultimi anni, è diventata sicuramente tra le cantanti pop più seguite e, di conseguenza anche più imitate, del suo settore.
Secondo quanto si legge da BBC, Swift ha presentato tre domande di registrazione di marchi negli Stati Uniti: una riguarda una foto in cui appare sul palco durante l’Eras Tour, le altre due riguardano brevi clip audio in cui dice “Hey, it’s Taylor” e “Hey, it’s Taylor Swift”, iconiche frasi spesso pronunciate pubblicamente dalla cantante.
L’obiettivo è fermare usi non autorizzati della sua voce e della sua immagine, soprattutto quando vengono riprodotte o imitate dall’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni, infatti, sono circolati tantissimi contenuti falsi con Taylor Swift, tra cui, come spesso succede nei casi sul deepfake, immagini esplicite e perfino un finto spot politico in cui sembrava sostenere Donald Trump. Proprio per questo, la cantante starebbe cercando una tutela al più presto, una protezione più ampia rispetto al semplice copyright di routine.
La differenza è importante: il copyright protegge un’opera precisa, mentre il marchio può difendere un segno riconoscibile legato all’identità di una persona, quindi proprio il suo timbro di voce, per esempio. In pratica, Taylor potrebbe agire non solo contro una copia identica, ma anche contro imitazioni “confusamente simili” che possono ingannare il pubblico e far credere che si tratti di lei anche quando non è lei.
L'avvocato specializzato in marchi Josh Gerben, che per primo ha pubblicato i dettagli delle richieste sul suo blog, sempre citato dalla BBC, spiega che questa strada potrebbe diventare una nuova arma legale contro l’uso dell’AI nel mondo dello spettacolo, perché il punto è che oggi una voce può essere clonata in pochi secondi, usata per dire qualsiasi cosa e diffusa su larga scala. In questo modo si potrebbe essere più protetti.
La scelta di Swift arriva dopo una mossa simile fatta dall’attore Matthew McConaughey, che è stato tra i primi a usare il marchio per proteggere voce e immagine dai rischi legati all’AI. Tutto ciò potrebbe quindi aprire la strada ad altri artisti, attori e personaggi pubblici, che intendono .
Per ora non si tratta di una battaglia contro la tecnologia in sé, ma contro gli abusi che la tecnologia rende possibili. E nel pop, dove l’immagine vale quasi quanto la musica, Taylor Swift ha capito prima di molti altri che difendere la propria voce significa difendere anche il proprio nome.
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