30 Apr, 2026 - 18:24

Arce, Santino Tuzi morì suicida? Il perito Dario Sangermano: "Troppe anomalie, il caso è da riaprire"

Arce, Santino Tuzi morì suicida? Il perito Dario Sangermano: "Troppe anomalie, il caso è da riaprire"

Nell'aprile 2008 Santino Tuzi fu trovato morto sul sedile del conducente della sua Fiat Marea nei pressi della diga di Sant'Eleuterio, tra i comuni di Arce e Monte San Giovanni Campano, nel Frusinate. Da poco aveva dichiarato di aver visto Serena Mollicone - trovata morta nel giugno 2001 - entrare nella caserma dei carabinieri di Arce il giorno della sua scomparsa. Una testimonianza sofferta, che aveva portato a una svolta nelle indagini sul delitto. 

Il suo caso fu archiviato come suicidio: secondo la ricostruzione ufficiale, si sarebbe tolto la vita - sparandosi con la pistola d'ordinanza - in un contesto di difficoltà personali. Ricostruzione mai condivisa dalla famiglia, che ora, avvalendosi di una consulenza balistica di parte, è pronta a chiedere la riapertura del caso e, in parallelo, la riesumazione della salma. Tag24 ne ha parlato con il perito Dario Sangermano, che si è occupato dei nuovi accertamenti.

"Mani sporche, arma pulita": le anomalie sulla scena

La consulenza di Sangermano si è basata sugli elementi finiti agli atti d'indagine, compresi video e fotografie della scena del ritrovamento del corpo di Santino. Tante, a suo dire, le anomalie emerse. Innanzitutto, il fatto che "le mani e l'auto fossero sporche di sangue", mentre "la pistola che l'uomo avrebbe utilizzato per spararsi era perfettamente pulita".

Secondo la ricostruzione ufficiale, Tuzi avrebbe impugnato l'arma con la mano destra e tenuto la canna con la sinistra. "Se fosse vero - spiega Sangermano - avremmo dovuto trovare una ferita causata dallo scarrellamento dell'arma sulla mano sinistra. Poi, a causa del rinculo, l'arma avrebbe dovuto cadere davanti a lui. Invece è stata ritrovata sul sedile del passeggero".

"Se anche fosse deceduto dopo qualche minuto e avesse avuto la lucidità di poggiarla, avrebbe dovuto essere sporca", prosegue ancora l'esperto, secondo cui Tuzi potrebbe essere stato vittima di un'aggressione e aver tentato di difendersi. "Si spiegherebbero le tracce ematiche che aveva sulle mani e i residui di polvere da sparo: Santino toccò l'arma per tentare di spostarla". 

La posizione dell'arma e la traiettoria del colpo 

La nuova ricostruzione si basa soprattutto sulla posizione della pistola e la traiettoria del colpo che uccise il vicebrigadiere. "La traiettoria è compatibile con un colpo inferto - spiega Sangermano - perché se Santino avesse voluto spararsi, avrebbe poggiato la pistola al petto, non dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra, rischiando di non colpire organi vitali e provocarsi sofferenze ulteriori".

"La portiera dell'auto lato guida era aperta - prosegue ancora il perito - Secondo noi, quando Santino arrivò alla diga, qualcuno gli puntò una pistola dalla portiera aperta. Lui provò a difendersi spostando l'arma, ma non ci riuscì perché il colpo lo uccise". Poi i tentativi di depistaggio: "Chi aveva sparato con la sua pistola prese quella di Santino per simulare un suicidio e dopo averla poggiata sul sedile la ripulì". 

Le lacune investigative e la possibile riapertura del caso

Nell'immediatezza dei fatti, esami che avrebbero potuto fornire risposte certe sulla dinamica non furono eseguiti. "Non si comparò nemmeno il proiettile rinvenuto sulla scena con quelli esplosi dalla pistola di Santino", per capire se corrispondessero. 

Si seguì subito la pista di un gesto volontario. "Santino quel giorno aveva un appuntamento - dichiara Sangermano - Per noi, fu ucciso". "Prepareremo tutta la documentazione necessaria - aggiunge riferendosi all'avvocato Elisa Castellucci, che rappresenta Maria, la figlia di Santino".

Poi procederanno con una richiesta di riapertura delle indagini. "Maria vuole giustamente riabilitare il nome del padre e soprattutto vuole che venga fuori la verità. Non seguiamo nessuna pista precisa, né puntiamo il dito contro qualcuno. Sarà la magistratura, eventualmente, a farlo". 

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