30 Apr, 2026 - 16:30

Presidenza FIGC: Malagò e Abete si candidano – chi sostiene chi nella corsa al vertice del calcio italiano

Presidenza FIGC: Malagò e Abete si candidano – chi sostiene chi nella corsa al vertice del calcio italiano

La corsa alla guida della FIGC entra nella fase decisiva e inizia a delineare schieramenti e strategie. Con le elezioni fissate per il 22 giugno e la scadenza per le candidature a metà maggio, i due nomi principali sono quelli di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Ma chi appoggia davvero l’uno e chi l’altro?

Malagò avanti nei consensi: chi lo sostiene

Il presidente del CONI, CONI, raccoglie un fronte ampio e trasversale. Il suo nome è stato indicato inizialmente da gran parte dei club di Serie A, che rappresentano una quota significativa nel sistema di voto federale.
A rafforzare ulteriormente la sua posizione sono arrivati due endorsement chiave:

  • AIC (calciatori)
  • AIAC (allenatori)

Queste due componenti pesano complessivamente il 30% del voto (20% calciatori + 10% allenatori), un blocco decisivo che, sommato alla Serie A (18%), porta Malagò vicino alla soglia della maggioranza.

Perché Malagò convince

Il suo profilo viene percepito come:

  • Istituzionale e già esperto nella gestione sportiva nazionale
  • Capace di garantire stabilità
  • In grado di portare avanti riforme strutturali (sostenibilità, sviluppo del calcio femminile, rilancio tecnico)

Il consenso trasversale indica una volontà di “fare sistema”, tema centrale nel dibattito attuale del calcio italiano.

Abete non si ritira: la sua base elettorale

Nonostante il vantaggio dell’avversario, Giancarlo Abete resta in corsa con una base solida: la Lega Nazionale Dilettanti.

Questo blocco rappresenta il 34% dei voti, il peso più alto all’interno della FIGC. Tuttavia, il sostegno non è completamente compatto: alcune componenti territoriali non sono allineate, riducendo il margine “sicuro”.

I punti di forza di Abete

  • Esperienza diretta alla guida della FIGC
  • Forte radicamento nel calcio dilettantistico
  • Continuità con una visione più tradizionale del sistema federale

Il ruolo decisivo di Serie B e Serie C
Gli equilibri non sono ancora definitivi. A risultare determinanti potrebbero essere:

  • Serie B (6%)
  • Serie C (12%)

Queste due leghe, infatti, non hanno ancora espresso una posizione ufficiale. I loro voti potrebbero ribaltare o consolidare il vantaggio di Malagò.

Come funziona il voto FIGC
Il sistema elettorale federale si basa su percentuali assegnate alle diverse componenti:

  • Serie A: 18%
  • Serie B: 6%
  • Serie C: 12%
  • Dilettanti: 34%
  • Calciatori: 20%
  • Allenatori: 10%

Si vota a scrutinio segreto e vince chi ottiene la maggioranza semplice. In caso di più candidati, è previsto un eventuale ballottaggio.

Scenario attuale: chi è davvero in vantaggio?

Sulla carta, Giovanni Malagò parte avanti grazie a una coalizione più ampia e trasversale. Tuttavia, la forza della base dilettantistica di Giancarlo Abete e l’incertezza delle leghe intermedie mantengono la sfida aperta.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se si formerà un consenso definitivo o se si arriverà a una votazione incerta fino all’ultimo.

 

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