Alla fine tocca anche all'Italia. Dopo Spagna e Germania, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di ritirare i soldati americani anche dal nostro Paese.
Ieri rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale il presidente americano ha detto di valutare il ritiro delle truppe Usa dall'Italia perché nel momento del bisogno il nostro Paese non ci sarebbe stato.
Il riferimento è al rifiuto dell'Italia e degli altri Stati Ue di partecipare ad un'azione militare per liberare lo Stretto di Hormuz bloccato dall'Iran dopo lo scoppio della guerra nel Golfo.
Le dichiarazioni di Trump certificano il deteriorarsi dei rapporti tra Roma e Washington iniziato forse con il rifiuto di concedere la base militare di Sigonella per l'atterraggio di alcuni aerei militari diretti nel Golfo Persico a fine marzo e che ha raggiunto in culmine con l'attacco diretto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l'attacco del tycoon americano a Papa Leone XIV.
Donald Trump continua a scagliarsi contro la Nato e gli alleati europei che a suo dire non avrebbero aiutato gli Stati Uniti nella guerra scatenata contro l'Iran insieme ad Israele.
Il presidente Usa nelle ultime ore si è scagliato anche contro l'Italia rea di non essere stata d'aiuto nel conflitto e minacciando il nostro Paese di ritirare le truppe americane di stanza nella Penisola.
Una minaccia che è stata rivolta anche a Spagna e Germania. Rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale alla Casa Bianca ha detto di valutare il ritiro dei soldati dall'Italia e dalla Spagna.
"Sì, probabilmente. L'Italia non ci ha dato nessun aiuto, la Spagna è stata orribile", ha detto il presidente degli Stati Uniti che aveva già prospettato la possibilità di ridurre il contingente in Germania.
"L'avessero almeno detto in maniera gentile...", ha osservato.
"Noi li abbiamo aiutati con l'Ucraina anche se abbiamo un oceano tra noi e loro. Quando avevamo bisogno di loro, non c'erano: non bisogna dimenticarlo. Non avevamo realmente bisogno del loro aiuto, volevo vedere cosa avrebbero fatto. E hanno detto 'non vogliamo essere coinvolti'. Noi non usiamo nemmeno lo Stretto di Hormuz, non ci serve per il petrolio. Serve a loro...",
ha continuato riferendosi allo Stretto di Hormuz, determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale.
Lo Stretto è controllato dall'Iran che lo ha chiuso dopo l'attacco Usa bloccando il transito delle navi. Gli Stati Ue, tra cui l'Italia, stanno organizzando una coalizione per la riapertura del canale, il cui intervento è condizionato dalla cessazione delle ostilità.
I capi di Stato europei hanno chiarito che fino a quando la guerra è in corso non ci sarà nessun intervento sul campo.
La presenza militare statunitense in Italia è legata agli accordi della NATO e riguarda basi come Aviano, Sigonella e Napoli.
Da queste installazioni gli USA svolgono attività di supporto alle operazioni alleate, controllo del Mediterraneo con la Sesta Flotta, raccolta di intelligence, impiego di droni e gestione di missioni logistiche e di emergenza. Le basi sono anche centri di addestramento congiunto con le forze italiane.
Un eventuale ritiro o forte riduzione delle truppe avrebbe conseguenze rilevanti. Dal punto di vista della sicurezza, diminuirebbe la capacità di risposta rapida della NATO nel Mediterraneo e aumenterebbe la responsabilità operativa dei Paesi europei.
Per l’Italia significherebbe anche un possibile ridimensionamento del proprio ruolo strategico nell’Alleanza. Sul piano economico, alcune aree perderebbero l’indotto legato alla presenza militare e al personale civile.
Infine, gli equilibri geopolitici nell’area mediterranea potrebbero cambiare, con un possibile vuoto di presenza occidentale. Al momento si tratta solo di minacce e un ritiro completo è considerato poco probabile e richiederebbe accordi complessi e tempi molto lunghi.
Nelle ultime settimane i rapporti un tempo cordiali tra Roma e Washington si sono progressivamente deteriorati. Il momento di massima tensione si è registrato con l'attacco diretto di Donald Trump a Giorgia Meloni colpevole di aver criticato il suo attacco a Papa Leone XIV.
Meloni aveva definito “inaccettabili” le parole rivolte al Pontefice, provocando una dura reazione del presidente americano, che – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – avrebbe risposto:
“È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran abbia un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.
Ma la situazione tra i due governi era già abbastanza tesa dopo l’allineamento dell’Italia alle posizioni dell’Unione Europea sulla crisi iraniana, in particolare dopo il rifiuto di partecipare all’operazione militare statunitense volta a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il tema dell'utilizzo delle basi americane su suolo italiano è un tema molto controverso.
L’uso delle basi militari Nato in Italia da parte degli Stati Uniti è regolato da accordi precisi: tali installazioni possono essere impiegate liberamente per attività logistiche, di supporto, addestramento e cooperazione. Diverso è il caso delle operazioni militari offensive, per le quali è necessaria un’autorizzazione esplicita del governo italiano.
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