02 May, 2026 - 16:05

Shock alla Biennale, lettera a Buttafuoco con la lista degli artisti detenuti o morti in Russia: ora cosa farà il presidente-dissidente?

Shock alla Biennale, lettera a Buttafuoco con la lista degli artisti detenuti o morti in Russia: ora cosa farà il presidente-dissidente?

Nonostante la rottura con il governo, la revoca dei finanziamenti da parte dell'Europa, gli ispettori ministeriali e le dimissioni di tutti i componenti della giuria, Pietrangelo Buttafuoco resiste alla guida della Biennale con la convinzione che sia cosa buona e giusta ridare quel palcoscenico anche alla Russia di Putin.

Ma fino a quando lo potrà fare?

Oggi, accademici, attivisti e artisti italiani e russi gli hanno inviato una lettera aperta con l'elenco degli artisti detenuti o morti in carcere a Mosca.

La richiesta è sempre la stessa: non dare spazio agli artisti che non si dissociano dal regime del Cremlino.

La lettera a Buttafuoco con la lista degli artisti detenuti o morti in Russia

Le pressioni nei confronti di Pietrangelo Buttafuoco al fine di escludere la Russia dalla prossima Biennale che avrà inizio tra una settimana, il 9 maggio, non accennano a diminuire. 

Oggi, un gruppo di accademici e di artisti, in una lettera aperta con tanto di lista di personalità del mondo dell'arte detenute o morte a causa del regime di Putin, lo ha invitato a "non ridurre il dissenso a un cocktail, di non "continuare a ridurre il dialogo a una performance superficiale".

Per i firmatari dellìappello, l'iniziativa 'Il dissenso e la pace' organizzata in risposta alle critiche per il ritorno della Russia all'Esposizione d'arte internazionale è assolutamente fuori luogo. 

A firmare la lettera sono accademici, attivisti e artisti italiani e russi, fra cui Nadia Tolokonnikova, fra le fondatrici delle Pussy Riot ed ex detenuta politica, il film maker premio Oscar con "Mr Nobody Against Putin" Pavel Talankin, la Presidente di "Memorial Italia" Giulia De Florio, il vice presidente dell'organizzazione, Andrea Gullotta, la traduttrice e scrittrice Elena Kostyoukovitch e l'artista e attivista Katia Margolis.

Cosa c'è scritto nel testo della lettera

Ma cosa si legge nel testo della lettera?

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La sollecitiamo ad aprire questa iniziativa a coloro che sono realmente perseguiti per il loro dissenso e a onorare il lascito del 1977 (l'anno in cui si era tenuta la Biennale del Dissenso, ndr) come spazio di confronto, non della sua simulazione. Lei ha spesso insistito nel dire che la Biennale deve essere aperta a tutte le voci. Le chiediamo di essere coerente con le sue dichiarazioni. Il dissenso e la pace onori e dia voce al dissenso reale non al suo simulacro

Ma la parte più forte della lettera è senz'altro l'elenco dei 26 artisti, scrittori, musicisti e performer russi attualmente detenuti per aver espresso posizioni contro la guerra e perciò dissidenti, e i nomi dei cinque artisti morti in carcere negli ultimi anni:

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Il prezzo del dissenso viene pagato, proprio in questo momento, nelle prigioni, in esilio, nelle tombe. Sono voci che una Biennale del dissenso deve rendere visibili

si legge sempre nella missiva:

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La critica tollerata non è dissenso. E la distinzione non è astratta. Gli artisti in Russia sono perseguiti e incarcerati

E davanti a questi, secondo i firmatari della lettera-appello a Buttafuoco, "quasi mezzo secolo dopo la Biennale del Dissenso del 1977, una iniziativa aperta e di confronto, sarebbe più che una ironia - sarebbe un rovesciamento - se il dissenso dovesse tornare come uno spettacolo: voci controllate, conversazioni cortesi, cocktail a Ca' Giustinian e la confortevole presenza di coloro che molti, non senza ragione, chiamerebbero dissidenti sotto controllo", si denuncia.

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Non è una questione di merito artistico, ma di verità. La critica tollerata non è dissenso. E la distinzione non è astratta. Gli artisti in Russia sono perseguiti e incarcerati. I dissidenti in esilio in Europa si trovano ad affrontare intimidazioni e repressione transnazionale. Gli inquirenti continuano a denunciare strutture organizzate di abusi e violenza mirata contro gli oppositori del regime. In questo contesto, estetizzare il dissenso significa ignorare il suo significato reale

denunciano i firmatari della lettera.

I nomi degli artisti detenuti o uccisi

A Buttafuoco vengono quindi fatti presenti i nomi di 26 artisti russi detenuti in questo momento: fra loro, ci sono Anastasia Berezhinskaya, attrice e regista teatrale, condannata a otto anni di carcere, detenuta dal novembre del 2024 ed Evgenia Berkovich, regista teatrale, poeta e scrittrice, condannata a cinque anni e sette mesi, in carcere dal maggio del 2023. Il musicista Ivan Ladchenko, condannato a undici anni di carcere. Lyudmila Razumova, artista condannata a sette anni di carcere, contro cui sono state formalizzate nuove accuse. Il musicista e fotografo Grigory Skvortsov condannato a 16 anni di carcere. Vadim Cheldiev, cantante d'opera, solista Mariinsky, condannato a dieci anni. Davyd Volodin, artista condannato a 12 anni e sei mesi.

La lettera riporta anche i nomi di cinque artisti morti di recente in prigione in Russia: Andrei Akuzin, artista di Khabarovsk, deceduto l'8 aprile scorso, all'età di 53 anni, nel carcere in cui era detenuto in attesa di processo, ufficialmente per suicidio. Anatoly Berezikov, attivista e musicista, morto nel giugno del 2023, a 39 anni, dopo che aveva denunciato di aver subito torture. Alexander Dotsenko, artista orafo, deceduto in prigione all'età di 65 anni lo scorso febbraio. Pavel Kushnir, pianista, scrittore e attivista, morto in carcere durante uno sciopero della fame, a 39 anni, nel luglio del 2024. Vadim Stroykin, musicista e poeta, morto all'età di 59 anni durante una operazione di sicurezza nel febbaio del 2025, ufficialmente per suicidio.

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Sono queste le voci che incontri organizzati dalla Biennale sul dissenso e la pace dovrebbero onorare, difendere e rendere visibili. Questi artisti conoscono il reale significato di parole come 'dissenso', 'pace' e 'Russia', perché ne pagano l'intero prezzo
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