Nonostante la rottura con il governo, la revoca dei finanziamenti da parte dell'Europa, gli ispettori ministeriali e le dimissioni di tutti i componenti della giuria, Pietrangelo Buttafuoco resiste alla guida della Biennale con la convinzione che sia cosa buona e giusta ridare quel palcoscenico anche alla Russia di Putin.
Ma fino a quando lo potrà fare?
Oggi, accademici, attivisti e artisti italiani e russi gli hanno inviato una lettera aperta con l'elenco degli artisti detenuti o morti in carcere a Mosca.
La richiesta è sempre la stessa: non dare spazio agli artisti che non si dissociano dal regime del Cremlino.
Le pressioni nei confronti di Pietrangelo Buttafuoco al fine di escludere la Russia dalla prossima Biennale che avrà inizio tra una settimana, il 9 maggio, non accennano a diminuire.
Oggi, un gruppo di accademici e di artisti, in una lettera aperta con tanto di lista di personalità del mondo dell'arte detenute o morte a causa del regime di Putin, lo ha invitato a "non ridurre il dissenso a un cocktail, di non "continuare a ridurre il dialogo a una performance superficiale".
Per i firmatari dellìappello, l'iniziativa 'Il dissenso e la pace' organizzata in risposta alle critiche per il ritorno della Russia all'Esposizione d'arte internazionale è assolutamente fuori luogo.
A firmare la lettera sono accademici, attivisti e artisti italiani e russi, fra cui Nadia Tolokonnikova, fra le fondatrici delle Pussy Riot ed ex detenuta politica, il film maker premio Oscar con "Mr Nobody Against Putin" Pavel Talankin, la Presidente di "Memorial Italia" Giulia De Florio, il vice presidente dell'organizzazione, Andrea Gullotta, la traduttrice e scrittrice Elena Kostyoukovitch e l'artista e attivista Katia Margolis.
Ma cosa si legge nel testo della lettera?
Ma la parte più forte della lettera è senz'altro l'elenco dei 26 artisti, scrittori, musicisti e performer russi attualmente detenuti per aver espresso posizioni contro la guerra e perciò dissidenti, e i nomi dei cinque artisti morti in carcere negli ultimi anni:
si legge sempre nella missiva:
E davanti a questi, secondo i firmatari della lettera-appello a Buttafuoco, "quasi mezzo secolo dopo la Biennale del Dissenso del 1977, una iniziativa aperta e di confronto, sarebbe più che una ironia - sarebbe un rovesciamento - se il dissenso dovesse tornare come uno spettacolo: voci controllate, conversazioni cortesi, cocktail a Ca' Giustinian e la confortevole presenza di coloro che molti, non senza ragione, chiamerebbero dissidenti sotto controllo", si denuncia.
denunciano i firmatari della lettera.
A Buttafuoco vengono quindi fatti presenti i nomi di 26 artisti russi detenuti in questo momento: fra loro, ci sono Anastasia Berezhinskaya, attrice e regista teatrale, condannata a otto anni di carcere, detenuta dal novembre del 2024 ed Evgenia Berkovich, regista teatrale, poeta e scrittrice, condannata a cinque anni e sette mesi, in carcere dal maggio del 2023. Il musicista Ivan Ladchenko, condannato a undici anni di carcere. Lyudmila Razumova, artista condannata a sette anni di carcere, contro cui sono state formalizzate nuove accuse. Il musicista e fotografo Grigory Skvortsov condannato a 16 anni di carcere. Vadim Cheldiev, cantante d'opera, solista Mariinsky, condannato a dieci anni. Davyd Volodin, artista condannato a 12 anni e sei mesi.
La lettera riporta anche i nomi di cinque artisti morti di recente in prigione in Russia: Andrei Akuzin, artista di Khabarovsk, deceduto l'8 aprile scorso, all'età di 53 anni, nel carcere in cui era detenuto in attesa di processo, ufficialmente per suicidio. Anatoly Berezikov, attivista e musicista, morto nel giugno del 2023, a 39 anni, dopo che aveva denunciato di aver subito torture. Alexander Dotsenko, artista orafo, deceduto in prigione all'età di 65 anni lo scorso febbraio. Pavel Kushnir, pianista, scrittore e attivista, morto in carcere durante uno sciopero della fame, a 39 anni, nel luglio del 2024. Vadim Stroykin, musicista e poeta, morto all'età di 59 anni durante una operazione di sicurezza nel febbaio del 2025, ufficialmente per suicidio.
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