Lo studio di "Otto e mezzo" è tornato a essere teatro di un acceso scontro tra Carlo Calenda e Lilli Gruber.
Il leader di Azione ha accusato la conduttrice di aver trasformato l'intervista in un monologo a suo sfavore.
La tensione, già palesatasi in occasione delle precedenti ospitate di Calenda nella trasmissione preserale di La7, si è riaccesa sul tema delle alleanze di Azione.
è stata la provocazione di Gruber scaturita da una simile osservazione che qualche giorno fa è stato Romano Prodi a rivolgere al leader di Azione.
Nel corso della puntata, Gruber ha insistito sulle divisioni interne all'area progressista e sulle ripetute rotture di Calenda, invitandolo a fare autocritica sulle sue scelte di alleanza e sul ruolo marginale che Azione finisce per giocare nel panorama politico.
La giornalista ha fatto cenno ai ripetuti cambi di direzione di Calenda, dal Pd al tentativo di Terzo polo con Renzi, sottolineando che, in molti casi, l'elettorato di centrodestra sembra trarne il vero vantaggio.
Calenda, a sua volta, ha reagito con fastidio, accusando Gruber di non lasciarlo concludere le risposte e di trasformare l'intervista in un monologo di critica contro la sua figura.
Il leader di Azione ha sostenuto che un'alternativa “coerente” non passa solo attraverso la grande coalizione tra Pd, M5S e Verdi e Sinistra, ma va costruita su basi politiche più chiare.
Fatto sta che a domanda precisa, Carlo Calenda ha risposto che Azione non fa parte del centrosinistra e che Giorgia Meloni e la sua coalizione non rappresentano altro che l'altra faccia del problema. Anzi: della "sciagura".
Il giorno dopo essere stato ospite a "Otto e mezzo", il leader di Azione ha tentato di riassumere la sua posizione così:
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