La deputata del Pd, Marianna Madia lascerà il Partito Democratico per approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia Viva. Lo scrive l’Ansa citando fonti parlamentari.
Ex ministra per la Semplificazione e Pubblica amministrazione nei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, il suo nome è legato soprattutto alla riforma della P.A.
Madia è esponente della cosiddetta ala riformista del Pd, quella all’opposizione della linea ufficiale della segretaria Elly Schlein, con la quale nell’ ultimo anno si era trovata spesso in disaccordo, come nel caso del referendum sul Jobs Act.
L’addio di Madia, comunicato con una lettera alla capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, arriva dopo quello della collega e eurodeputata Elisabetta Gualmini, che a febbraio di quest'anno ha deciso di passare con Azione di Carlo Calenda.
Marianna Madia ha deciso di lasciare il Pd per entrare in Italia Viva. Per l'ex deputata democratica è un po' un ritorno a casa poichè, con Matteo Renzi presidente del Consiglio aveva ricoperto il ricoperto il ruolo di ministra della Semplificazione e della Pubblica amministrazione dal 2014 al 2018. Ruolo mantenuto, poi, anche durante il governo Gentiloni.
Romana, 45 anni, una laurea in Scienze Politiche alla Sapienza, il suo nome è legato alla Riforma della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, nota appunto come “Riforma Madia”.
Nel 2019 quando Renzi lasciò il Pd, decise di non seguire l’ex sindaco di Firenze nella nuova avventura di Italia Viva, restando nel partito dove, però, si collocava nel gruppo dei riformisti, erede della stagione renziana.
Attualmente è vicepresidente della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea e membro della Giunta per il Regolamento, della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza e della Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto", oltre ad essere la prima firmataria dell'emendamento alla legge di bilancio 2023 che ripristina il bonus per l'assistenza psicologica, che viene approvato a dicembre 2022, stanziando 13 milioni anche per il biennio 2023/24.
Oggi - lunedì 4 maggio - è stata resa nota la sua decisione di lasciare il Pd per aderire a Italia Viva in continuità - ha spiegato - con un progetto riformista il cui scopo è rafforzare il centrosinistra.
Marianna Madia è spostata dal 2013 con il produttore televisivo e cinematografico, Mario Gianani, con cui ha avuto due figli.
L’addio di Marianna Madia al Pd non è stato del tutto inatteso. L'ex ministra, infatti, nell’ultimo anno si era trovata spesso in disaccordo con la linea della segretaria, Elly Schlein.
Alle primarie del 2023, Madia sostenne Stefano Bonaccini. Attualmente faceva parte della corrente riformista del partito in opposizione alla linea ufficiale del Nazareno.
La decisione di lasciare il partito è stata comunicata questa mattina alla capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, con una lettera, riportata da Repubblica in cui spiega le ragioni della sua scelta e il motivo per cui ha deciso di aderire a Italia Viva, dove approda come indipendente nel gruppo a Montecitorio.
Si legge in un passaggio della missiva inviata dall'ex ministra.
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