I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio europeo si sono confrontati sull’attuazione dell’accordo commerciale tra UE e Stati Uniti. I colloqui si sono conclusi senza alcun progresso, confermando uno stallo che rimanda ulteriormente l'attuazione dell’intesa. Nel frattempo, resta sul tavolo la minaccia di Trump di aumentare i dazi sulle auto e sui camion europei al 25 per cento accusando il blocco dei 27 paesi di non procedere abbastanza velocemente nell'adozione dell'accordo.
I rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio UE si sono incontrati la sera del 6 maggio 2026 per i colloqui volti a finalizzare l’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti. Tuttavia, non è stata raggiunta un’intesa e i negoziati continueranno. Si prevede che i negoziatori potrebbero incontrarsi il 19 maggio.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente americano, Donald Trump, hanno raggiunto un accordo nel luglio 2025 presso il resort di Trump a Turnberry, in Scozia. Secondo questa intesa, Bruxelles ha accettato di eliminare i dazi doganali sui prodotti industriali americani e Washington avrebbe invece limitato i dazi al 15 per cento sulla maggior parte delle merci.
Il blocco dei 27 paesi non ha ancora approvato le leggi necessarie per rendere operativo l'accordo. Lo stallo potrebbe aumentare le tensioni con Trump, che fa pressione sul blocco affinché l’intesa venga applicata.
Il presidente americano ha recentemente affermato che gli Stati Uniti avrebbero imposto dazi del 25 per cento sulle automobili e i camion europei.
"Sono lieto di annunciare che, dato che l'Unione Europea non sta rispettando l'accordo commerciale che abbiamo pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi doganali imposti all'Unione Europea per le auto e i camion che entrano negli Stati Uniti", ha dichiarato Trump l'1 maggio in un post su Truth Social. Il presidente americano ha aggiunto che la tariffa commerciale verrà aumentata al 25 per cento.
Molti infatti si chiedono come reagirà il presidente americano. L'ambasciatore statunitense presso l'Unione europea, Andrew Puzder, ha dichiarato, il 6 maggio, che il presidente Trump potrebbe imporre i dazi del 25 per cento sui veicoli europei "relativamente presto" se non si registreranno progressi nella ratifica dell'accordo.
Nonostante l’esito negativo del ciclo di colloqui, la presidenza cipriota ha affermato che il confronto ha comunque creato uno “slancio positivo” tra le parti e che i negoziatori hanno registrato “progressi”.
Sebbene sia Bruxelles sia le capitali europee siano intenzionate a rendere effettivo l'accordo di Turnberry, le tensioni transatlantiche sono aumentate negli ultimi mesi. Per esempio, questioni come il desiderio di prendere il controllo della Groenlandia hanno avuto un peso sulla decisione finale. A questo si è aggiunta anche la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha annullato nel mese di febbraio la maggior parte dei dazi doganali imposti da Trump nell'ultimo anno e ha sollevato interrogativi sulla validità dell'accordo. Gli eurodeputati avevano infatti rallentato il processo dopo il verdetto della massima corte statunitense.
Il Parlamento europeo ha già discusso e approvato, a fine marzo, due proposte per attuare l'accordo commerciale tra l'UE e gli Stati Uniti, insieme ad emendamenti che mirano a garantire che l'amministrazione statunitense rispetti l'intesa. Gli europarlamentari hanno approvato a larga maggioranza una clausola che permette di sospendere l'accordo se Donald Trump dovesse minacciare la sovranità territoriale dell’Unione Europea. Gli eurodeputati hanno approvato, inoltre, emendamenti che hanno aggiunto alcune condizioni e limiti temporali all’accordo.
Lo stallo persistente tra le istituzioni europee sull'accordo di Turnberry prolunga l'incertezza transatlantica. Sullo sfondo, la minaccia di Donald Trump di imporre ulteriori dazi su auto e camion europei continua a incombere.
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