23 May, 2026 - 15:40

Mondiali 2026, ripescaggio ancora possibile per l'Italia? Congo a rischio esclusione

Mondiali 2026, ripescaggio ancora possibile per l'Italia? Congo a rischio esclusione

Sono ore di attesa per l'Italia, che anche a poche settimane dall’inizio dei Mondiali continua a sperare nella partecipazione last minute. Lo scenario resta complicato, nonostante negli ultimi giorni si siano aperti nuovi sviluppi legati alla situazione internazionale. Dopo le tensioni che avevano coinvolto l’Iran, ora l’attenzione si è spostata sulla Repubblica Democratica del Congo, alle prese con una grave epidemia di Ebola.

La situazione sanitaria sta creando enormi problemi alla nazionale africana, qualificata al torneo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Al momento la FIFA non ha preso alcuna decisione ufficiale, ma i controlli imposti dagli Stati Uniti e il rischio di ulteriori restrizioni stanno alimentando le voci sul ripescaggio.

Mondiali, l'Italia osserva la situazione del Congo

La Repubblica Democratica del Congo sta vivendo settimane molto difficili a causa della nuova ondata di Ebola che ha colpito il Paese. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme sanitario internazionale dopo l’aumento dei casi registrati nelle province orientali del Paese, zone già segnate dalla presenza di gruppi armati e da grandi difficoltà nei collegamenti.

Secondo i dati diffusi dall’OMS, i casi sospetti sarebbero 600, mentre i decessi potrebbero aver già superato quota 130. Il rischio globale è considerato ancora basso, ma nella regione africana il livello di allerta è ai massimi livelli. Anche la nazionale congolese ha dovuto modificare il programma di avvicinamento ai Mondiali. Il pre-ritiro previsto a Kinshasa è stato annullato e tutta la preparazione è stata spostata in Belgio.

La federazione ha spiegato che i giocatori convocati militano tutti in Europa e non rientrano nel Paese da settimane, così da evitare possibili problemi sanitari e restrizioni. Gli Stati Uniti, che ospiteranno gran parte delle partite del torneo, hanno però introdotto controlli rigidissimi alle frontiere. È stato vietato l’ingresso ai cittadini stranieri che abbiano soggiornato negli ultimi 21 giorni in Congo, Uganda o Sud Sudan. Una misura che sta creando forti dubbi anche sulla partecipazione della selezione africana.

Ripescaggio ancora in ballo?

Le autorità americane hanno imposto alla nazionale del Congo un periodo di isolamento controllato prima dell’ingresso negli Stati Uniti. La squadra dovrà restare in una vera e propria “bolla” in Belgio per evitare qualsiasi rischio di contagio. Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per i Mondiali, ha spiegato che eventuali violazioni del protocollo potrebbero compromettere la partecipazione della squadra africana. 

Il Congo dovrebbe esordire il 17 giugno contro il Portogallo a Houston e sta vivendo una vera e propria corsa contro il tempo. I 21 giorni richiesti dalle autorità statunitensi obbligheranno infatti la federazione africana a seguire regole molto rigide fino alla partenza. Nel frattempo anche il Messico ha adottato misure preventive, imponendo restrizioni e controlli sanitari in vista della gara contro la Colombia prevista a Zapopan. Se la situazione sanitaria dovesse peggiorare ulteriormente, non è escluso che possano aprirsi nuovi scenari.

Le speranze degli azzurri

Se dovesse avanzare l'ipotesi del ripescaggio, l'Italia sarebbe di nuovo in prima fila. Negli ultimi giorni se n’è parlato molto, specialmente dopo le dichiarazioni di Paolo Zampolli. L'imprenditore italiano, vicino a Donald Trump, ha ipotizzato la riapertura dei giochi qualora il Congo non riuscisse a rispettare tutte le condizioni imposte dagli Stati Uniti.

Al momento, però, non esiste alcuna conferma ufficiale e la FIFA non ha preso posizione. Le possibilità di vedere la nazionale azzurra ai prossimi Mondiali restano poche e molto dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dalla risposta del Congo.

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