02 Jun, 2026 - 15:00

Alice Rohrwacher annuncia il nuovo film: tutto su "Il barone rampante" di Calvino

Alice Rohrwacher annuncia il nuovo film: tutto su "Il barone rampante" di Calvino

Ci sono annunci che sembrano semplicemente logici, quasi inevitabili. Quello che vede Alice Rohrwacher al lavoro su "Il barone rampante" di Italo Calvino appartiene a questa categoria.

La regista italiana, autrice di opere come "Le meraviglie", "Lazzaro felice" e il recentissimo adattamento "Three incestuous sisters", dirigerà infatti l'adattamento cinematografico del celebre romanzo pubblicato nel 1957, firmando la sceneggiatura insieme a Marco Pettenello.

Il progetto sarà prodotto da Our Films, la società di Mario Gianani e Lorenzo Mieli, già dietro successi internazionali come "L'amica geniale" e recentemente protagonista a Cannes con "Fatherland" di Pawel Pawlikowski, premiato per la migliore regia.

La notizia non è soltanto importante per il cinema italiano. È uno di quei rari casi in cui un autore e un'opera sembrano appartenere allo stesso universo immaginario.

Perché se c'è una regista che negli ultimi anni ha saputo raccontare il confine tra realtà e fiaba, memoria e leggenda, è proprio Rohrwacher. E se c'è un romanzo che vive su quel confine, è "Il barone rampante".

Perché Alice Rohrwacher è la scelta perfetta per Calvino

Adattare Calvino è sempre stato considerato un compito complesso. La sua scrittura non si limita a raccontare storie: costruisce mondi mentali, allegorie, riflessioni filosofiche che rischiano di perdere forza quando vengono tradotte in immagini.

Eppure il cinema di Alice Rohrwacher sembra nato proprio per affrontare questa sfida. Nei suoi film convivono il concreto e il fantastico, il paesaggio rurale e il mito, la cronaca e il sogno.

"In Lazzaro felice" il realismo sociale si trasformava gradualmente in parabola; in "La Chimera" l'archeologia diventava una ricerca spirituale; in "Le meraviglie" la quotidianità familiare assumeva una dimensione quasi magica.

"Il barone rampante" si inserisce perfettamente in questo percorso. La vicenda di Cosimo Piovasco di Rondò, che decide di vivere sugli alberi per il resto della sua esistenza, non è mai stata soltanto una favola.

È una riflessione sulla libertà individuale, sull'indipendenza del pensiero e sul rapporto tra l'individuo e la società. Temi che attraversano da sempre il cinema della regista.

Il romanzo di Calvino che parla ancora al presente

Pubblicato nel 1957 e vincitore del Premio Viareggio, "Il barone rampante" è il secondo capitolo della trilogia "I nostri antenati".

La storia prende il via il 15 giugno 1767 quando il giovane Cosimo, dopo una lite familiare, si arrampica sugli alberi della proprietà di famiglia e promette di non scendere mai più. Una promessa che manterrà fino alla fine della sua vita.

Dietro questa premessa apparentemente surreale si nasconde però uno dei romanzi più moderni della letteratura italiana.

Cosimo osserva il mondo dall'alto, senza isolarsene davvero. Studia, si innamora, partecipa ai cambiamenti storici del suo tempo, dialoga con filosofi e intellettuali. Semplicemente sceglie di farlo da una prospettiva diversa.

E se negli ultimi anni il cinema ha affrontato la ricerca dell'omologazione, la figura di Cosimo appare sorprendentemente contemporanea. La sua ribellione non è distruttiva, ma costruttiva: non fugge dal mondo, decide di guardarlo in modo diverso. 

È probabilmente questo il motivo per cui il romanzo continua a essere letto e amato a quasi settant'anni dalla sua pubblicazione.

Il modello Our Films: come nasce un grande progetto europeo

Dietro l'operazione c'è anche una precisa strategia industriale. Our Films, società controllata dal gruppo Mediawan e guidata da Mario Gianani e Lorenzo Mieli, ha costruito negli ultimi anni uno dei modelli produttivi più interessanti del panorama europeo.

L'idea è sviluppare i progetti insieme agli autori fin dalle prime fasi, individuando opere letterarie forti e costruendo successivamente una rete internazionale di partner capaci di sostenere economicamente la produzione e la distribuzione.

È lo stesso approccio che ha contribuito al successo mondiale de "L'amica geniale" e che recentemente ha accompagnato "Fatherland" di Pawlikowski nel suo percorso festivaliero.

La filosofia è semplice: non puntare genericamente al pubblico più ampio possibile, ma trovare il pubblico giusto per ogni progetto. Un approccio particolarmente adatto a un'opera come "Il barone rampante", che possiede un forte valore culturale ma anche un potenziale internazionale evidente.

Una sfida per Rohrwacher: i precedenti adattamenti di Calvino

Portare Calvino sul grande schermo è sempre stato raro. A differenza di altri grandi autori italiani del Novecento, le sue opere hanno avuto relativamente poche trasposizioni cinematografiche.

Il precedente più noto resta "Il cavaliere inesistente" di Pino Zac, realizzato nel 1969 in forma animata. Da allora il cinema ha spesso guardato a Calvino con rispetto, ma anche con una certa cautela, quasi intimorito dalla complessità del suo immaginario.

Proprio per questo il progetto di Rohrwacher assume un valore particolare. Non si tratta soltanto di un nuovo adattamento letterario, ma del tentativo di riportare Calvino al centro del cinema contemporaneo attraverso una sensibilità autoriale che sembra perfettamente in sintonia con la sua visione del mondo.

Il film è attualmente in fase di sviluppo e pre-produzione, con una finestra produttiva che guarda al 2027-2028, ma già oggi appare come uno dei progetti italiani più attesi dei prossimi anni. Perché raramente capita che un romanzo e una regista sembrino destinati a incontrarsi in modo così naturale.

E forse è proprio questo il motivo per cui l'annuncio entusiasma lettori e cinefili: Cosimo ha finalmente trovato qualcuno capace di seguirlo tra i rami senza costringerlo a scendere a terra.

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