06 Jun, 2026 - 16:39

Vincenzo Italiano, poi vaglielo a dire perché vai in Turchia: c'entrano per caso i 6 milioni che la Serie A non può darti?

Vincenzo Italiano, poi vaglielo a dire perché vai in Turchia: c'entrano per caso i 6 milioni che la Serie A non può darti?

Adesso è ufficiale: Vincenzo Italiano è il nuovo allenatore del Besiktas. Il club turco ha annunciato l'accordo con il tecnico italiano, che lascia così la Serie A dopo aver costruito negli ultimi anni una reputazione da allenatore moderno, coraggioso e tra i più riconoscibili dal punto di vista dell'identità di gioco.

Una scelta che inevitabilmente ha sorpreso molti osservatori. Perché Italiano non è un allenatore in cerca di rilancio. Non arriva da una stagione negativa. Non era ai margini del grande calcio. Anzi.

Arriva da anni in cui ha raccolto consensi praticamente ovunque abbia lavorato, prima allo Spezia, poi alla Fiorentina e infine al Bologna. E allora la domanda sorge spontanea: perché lascia l'Italia?

Uno degli allenatori più stimati del calcio italiano

Negli ultimi anni Vincenzo Italiano è diventato uno dei tecnici più apprezzati dell'intero panorama calcistico nazionale.

Le sue squadre hanno sempre avuto caratteristiche precise: pressione alta, ricerca del possesso, aggressività senza palla, costruzione dal basso e una chiara vocazione offensiva.

In un calcio spesso accusato di essere conservatore, Italiano è stato uno dei pochi allenatori italiani capaci di proporre un'identità immediatamente riconoscibile.

Non è un caso che il suo nome sia stato spesso accostato alle grandi panchine della Serie A. Non è un caso che molti addetti ai lavori lo abbiano indicato come uno dei migliori interpreti del calcio propositivo italiano.

Eppure, nonostante questa considerazione tecnica, il suo futuro non sarà in Italia.

Il progetto Besiktas conta, ma non racconta tutta la storia

Naturalmente esiste una motivazione sportiva. Il Besiktas vuole ridurre il divario con il Galatasaray e tornare a essere protagonista in Turchia. Il club ha promesso investimenti importanti e una campagna acquisti ambiziosa per costruire una squadra competitiva.

Per un allenatore che ama lavorare sul campo e costruire un'identità forte, si tratta certamente di una prospettiva interessante.

Ma sarebbe ingenuo fermarsi qui. Perché esiste un altro elemento che pesa inevitabilmente nella scelta.

I 6 milioni che cambiano completamente il discorso

Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, il contratto firmato da Italiano con il Besiktas vale circa 6 milioni di euro netti a stagione. Una cifra enorme.

Una cifra che lo proietta immediatamente nella fascia degli allenatori top dal punto di vista economico. Soprattutto, una cifra che è circa il doppio rispetto a quanto percepiva in Italia.

Ed è qui che il dibattito cambia completamente prospettiva. Perché il punto non è capire perché Italiano abbia accettato. Il punto è chiedersi chi, in Serie A, fosse disposto a offrirgli un contratto di questo livello.

La Serie A applaude Italiano, ma non lo paga come un top

Da anni Vincenzo Italiano viene descritto come uno dei migliori allenatori italiani. Da anni viene celebrato per il suo calcio.

Da anni viene indicato come uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama europeo. Eppure, quando arriva il momento di riconoscergli economicamente quello status, il mercato italiano mostra tutti i suoi limiti.

In Serie A esiste una ristrettissima élite di allenatori che possono aspirare a ingaggi da 5 o 6 milioni di euro netti all'anno. Per tutti gli altri, anche per quelli più apprezzati, esiste un tetto che sembra difficile da superare.

Italiano si è probabilmente scontrato proprio con questa realtà.

Non è soltanto una scelta personale: è il segnale di un problema del calcio italiano

La partenza di Italiano racconta qualcosa che va oltre la sua vicenda personale. Racconta una Serie A che continua a produrre allenatori di alto livello ma che fatica sempre di più a trattenerli quando arrivano offerte economicamente superiori.

Non stiamo parlando di un tecnico a fine carriera che sceglie l'ultimo contratto importante della propria vita professionale.

Parliamo di un allenatore nel pieno della maturità, reduce da risultati importanti e considerato da molti uno dei migliori interpreti del calcio offensivo italiano.

Se persino un profilo come il suo deve guardare all'estero per ottenere un ingaggio da allenatore di prima fascia, significa che il problema non riguarda il singolo tecnico.

Riguarda il sistema.

La vera domanda è un'altra

Per questo forse la domanda non dovrebbe essere perché Vincenzo Italiano abbia scelto il Besiktas. La vera domanda è un'altra.

Come è possibile che uno degli allenatori più stimati, apprezzati e celebrati del calcio italiano abbia dovuto lasciare la Serie A per ottenere il riconoscimento economico che il suo lavoro sembra meritare?

Perché i 6 milioni del Besiktas raccontano certamente una scelta personale.

Ma raccontano anche, e forse soprattutto, ciò che il calcio italiano oggi non vuole o non riesce più a garantire.

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