Continua senza sosta la scalata al centrodestra di Futuro Nazionale, il partito fondato a febbraio da Roberto Vannacci dopo il divorzio dalla Lega.
L’ultimo sondaggio Swg per TgLa7 dà il partito dell’ex generale ad un passo dal 5%, a un tiro di schioppo dal partito di Matteo Salvini alle prese con uno dei momenti più bui dalla sua fondazione.
Nel centrodestra si prova a ridimensionare la portata della questione confinandola ad un fuoco di paglia dettato dalla novità.
Alle Politiche 2027 mancano poco più di quindici mesi, a voler essere ottimisti, e il centrodestra sembra avvicinarsi davanti ad un bivio: chiudere le porte a Futuro Nazionale o cercare un modo per assicurarsi l’appoggio del partito del Generale?
L’impressione è che Meloni e alleati non potranno continuare ad ignorare ancora per molto il problema, anche perché, sondaggi alla mano, senza i voti di Vannacci, il centrodestra rischia seriamente di essere sconfitto dal centrosinistra unito.
Secondo l’ultimo sondaggio politico di SWG per il Tg di LA7 di ieri, lunedì 8 giugno 2026, Futuro Nazionale si attesta al 4,8% (+0,2%) nelle intenzioni di voto degli elettori italiani a distanza ravvicinatissima dalla Lega che è scesa ulteriormente, sprofondando al 5,6% (-0,2%).
A dividere Salvini e Vannacci adesso ci sono solo 0,8 punti percentuali. Nel centrodestra Fratelli d’Italia tiene la prima posizione con il 28,3% (+0,1%) e Forza Italia scende al 7%.
Se si votasse domani, la maggioranza di governo non riuscirebbe a sconfiggere il campo progressista composto da Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa che, secondo i sondaggi, arriverebbero al 45,5% contro il 42,1% del centrodestra senza Vannacci.
Ed ecco che si presenta il bivio per Meloni e alleati: instaurare un dialogo con Futuro Nazionale?
Si tratterebbe di un rospo enorme da mandare giù per la Lega e una mossa difficile da giustificare da Forza Italia agli occhi del suo elettorato, storicamente moderato e lontano dalle posizioni del generale.
ha detto oggi il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo a una domanda dei cronisti che gli hanno chiesto se il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, fosse ben accetto, in futuro, nella coalizione di governo.
Tra gli azzurri si valuta attentamente la questione, ma molti ci tengono a sottolineare che non ''c'è nessun veto pregiudiziale nei confronti del leader di Futuro nazionale. L'importante è ci sia ''condivisione sul programma del centrodestra e sul progetto di Fi'', avrebbe spiegato all’Adnkronos un esponente di primo piano del partito.
L’annuncio, fatto la scorsa settimana, deve essere suonato come una minaccia per il centrodestra di governo poichè i candidati del Generale rischierebbero di sottrarre una percentuale importante di consensi, soprattutto alla Lega e a Fratelli d’Italia, favorendo il centrosinistra già in vantaggio nei principali comuni italiani che da soli valgono un’ipoteca sulla conquista di Palazzo Chigi.
Sì, perché la questione è tutta qui, i potenziali elettori del partito di Roberto Vannacci, provengono soprattutto dalle file degli elettori di destra che fino a ieri dirottavano le loro preferenze su Fratelli d’Italia e Lega.
L'elettorato di Roberto Vannacci sembra provenire soprattutto da una parte degli elettori della Lega e, in misura minore, di Fratelli d'Italia, oltre che da astensionisti e votanti di protesta. I temi che ne alimentano il consenso sono identità nazionale, sicurezza, immigrazione e sovranità. Per questo la Lega appare il partito più esposto, poiché Vannacci intercetta temi storicamente centrali per il suo elettorato.
Anche Fratelli d'Italia potrebbe subire una limitata erosione tra gli elettori più radicali e meno soddisfatti dell'azione di governo. Forza Italia, invece, sembra relativamente al riparo grazie a un elettorato più moderato, europeista e orientato soprattutto alle questioni economiche.
Il vero problema del centrodestra, tuttavia, non è tanto quanti voti Futuro Nazionale sottrarrà ai singoli partiti, quanto come questi voti verranno collocati all'interno della coalizione.
Se Futuro Nazionale dovesse restare esterno al centrodestra, potrebbe frammentare il voto conservatore in collegi o territori decisivi, favorendo indirettamente il centrosinistra. Se invece dovesse entrare stabilmente nell'alleanza, potrebbe diventare una forza complementare capace di mobilitare elettori che oggi non votano o che si sentono poco rappresentati dai partiti tradizionali.
Naturalmente al momento si tratta solo di previsioni e ipotesi dal momento che fino ad oggi il consenso di Futuro Nazionale è solo teorico, dal momento che non ha ancora avuto modo di misurarsi davvero in una competizione elettorale se si esclude la parentesi al Comune di Vigevano dove il candidato di Futuro Nazionale Furio Suvilla ha ottenuto il 14,21% dei voti, classificandosi quarto.
Un risultato che è stato interpretato come un segnale incoraggiante per il nuovo movimento promosso da Roberto Vannacci, soprattutto perché conseguito in una città storicamente orientata verso il centrodestra e, in particolare, verso la Lega.
Pur non avendo avuto accesso al ballottaggio, a causa del quarto posto ottenuto al primo turno, le analisi successive al voto hanno evidenziato un dato politicamente rilevante: una quota significativa degli elettori di Suvilla avrebbe successivamente sostenuto Paolo Previde Massara, candidato del centrodestra, contribuendo alla sua affermazione finale.
Sebbene non sia possibile trarre conclusioni definitive da un singolo caso locale, il risultato di Vigevano rappresenta ad oggi l'unico banco di prova elettorale concreto da cui tentare di valutare il potenziale consenso di Futuro Nazionale.
Per questo motivo il caso di Vigevano è stato osservato con interesse: il 14,21% ottenuto da Furio Suvilla non dimostra ancora il peso nazionale di Futuro Nazionale, ma suggerisce che esiste uno spazio politico potenzialmente rilevante alla destra di governo.
In un quadro in cui il centrosinistra tende a presentarsi sempre più unito, anche pochi punti percentuali possono diventare decisivi per la vittoria o la sconfitta del centrodestra.
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