Un avvocato, un imprenditore e un magistrato: tre professionisti sono indagati, in concorso tra loro, per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio nell'ambito della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
A comunicarlo è una nota della Procura di Roma. Le indagini hanno documentato infatti le loro condotte che, secondo l'accusa, avrebbero cercato di influenzare l'esame della Corte dei Conti sul progetto, favorendo la società "Stretto di Messina Spa".
Gli indagati sono Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato di 71 anni della provincia di Reggio Calabria, consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa”; Vincenzo Virgiglio, imprenditore 65enne reggino, ma residente a Roma, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria"; e Tommaso Miele, un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, di 70 anni.
La Procura di Roma ha delegato il Ros dei carabinieri all'esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei loro confronti. Nel corso di queste perquisizioni, che sono state effettuate a Roma, in provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, sono stati sequestrati vari dispositivi elettronici e documenti. Verranno analizzati per verificare l'eventuale valenza probatoria in merito alle ipotesi di reato contestate.
I tre professionisti sono accusati di corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio.
I fatti contestati partono da ottobre/novembre 2025. Secondo l'accusa, l'avvocato Saccomanno e l'imprenditore Virgiglio avrebbero avuto l'obiettivo di condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della società "Stretto di Messina Spa”: avrebbero così avvicinato Miele promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento.
Come riporta l'Adnkronos, i due avrebbero cercato di avvicinare anche altri magistrati considerati utili per il gruppo e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato e prossimo al pensionamento a febbraio 2026.
Quest'ultimo, sempre secondo la Procura, avrebbe offerto la propria disponibilità, comunicando aggiornamenti costanti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni confidenziali in merito all'orientamento deu colleghi e allo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa.
Non solo. Avrebbe anche esaminato la decisione sfavorevole risalente al 29 ottobre 2025, impegnandosi a realizzare una memoria sulla vicenda da consegnare a un commercialista di "Stretto di Messina Spa” mostrando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust.
Queste le parole dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, affidate a una nota. La società, ha poi aggiunto, proseguirà nel suo impegno a realizzare il Ponte sullo stretto
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