La Spagna si presenta ai Mondiali 2026 come una delle principali candidate alla vittoria finale. Per molti addetti ai lavori, le Furie Rosse partono addirittura davanti a Francia, Inghilterra e Brasile grazie a una rosa ricca di talento e profondità in ogni reparto. Dopo il successo agli Europei, la squadra di Luis De la Fuente vuole confermarsi anche sul palcoscenico mondiale, trascinata dal centrocampo più forte del mondo.
Nonostante ciò, la Roja dovrà fare grande attenzione al Girone H. L'ostacolo numero uno è senza dubbio l'Uruguay di Marcelo Bielsa, formazione attrezzata e davvero molto temibile. Non a caso lo scontro diretto in programma nell'ultima giornata della fase a gironi potrebbe decidere il raggruppamento e assegnare il primo posto.
La Spagna arriverà negli Stati Uniti con l'obiettivo di confermare quanto di buono mostrato negli ultimi anni. Il successo agli Europei ha certificato la crescita di una nazionale che, non solo ha una rosa tra le più complete del torneo, ma può contare su un'organizzazione pressoché perfetta. Il punto di forza resta il centrocampo, dove Rodri verrà affiancato dal talento di Pedri e dalla qualità di Fabian Ruiz.
A fare la differenza sarà anche la coesione del gruppo. L'undici titolare della Spagna gioca insieme da diversi anni e i meccanismi non potrebbero funzionare meglio. De la Fuente ha scelto la strada della continuità per costruire una macchina perfetta capace di adattarsi alle difficoltà e alle caratteristiche degli avversari. Complicato, dunque, che possa faticare a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta.
Se c'è una squadra che può mettere in difficoltà la Spagna, quella è l'Uruguay. La formazione guidata da Marcelo Bielsa ha continuato a crescere anno dopo anno e arriverà al Mondiale con una rosa capace di unire intensità, organizzazione e qualità tecnica. Il simbolo della Celeste è Federico Valverde, leader del centrocampo e uomo in grado di incidere in entrambe le fasi di gioco.
Attorno a lui ci saranno giocatori di esperienza come Ronald Araujo, Rodrigo Bentancur e Darwin Núñez, elementi che assicurano solidità e imprevedibilità. Il vero punto di forza, però, resta il commissario tecnico Bielsa. Il Loco ha sempre dato il meglio di sé in appuntamenti del genere e farà di tutto per lasciare la propria firma sul Mondiale americano.
Tra le possibili rivelazioni del Gruppo H c'è senza dubbio Capo Verde. La nazionale africana ha ottenuto la prima storica partecipazione ai Mondiali dopo un percorso di qualificazione molto convincente e potrà giocare senza alcun tipo di pressione.
Gli Squali Azzurri hanno dimostrato di poter competere anche contro avversari di livello superiore grazie a un calcio organizzato e propositivo. Occhio perciò a sottovalutarli, anche perché ogni punto lasciato per strada può fare la differenza in vista della qualificazione alla fase successiva.
L’Arabia Saudita arriverà ai Mondiali dopo un percorso altalenante e con vari stravolgimenti. Il cambio in panchina a ridosso del torneo, con l’avvento di Georgios Donis al posto di Hervé Renard, ha portato nuove idee ma anche poco tempo per ritrovare certezze.
La nazionale asiatica ha mostrato qualche segnale positivo nelle amichevoli, come la vittoria per 3-0 contro Porto Rico, ma nel complesso resta un gruppo alla ricerca di continuità. Contro Spagna e Uruguay servirà limitare i danni, mentre la sfida con Capo Verde sarà fondamentale per tentare di rientrare tra le migliori terze.
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