23 Jun, 2026 - 11:35

Quentin Tarantino si ritira: l'annuncio shock del regista

Quentin Tarantino si ritira: l'annuncio shock del regista

Quentin Tarantino aveva promesso che si sarebbe fermato dopo il suo decimo film. Una decisione ribadita negli anni e diventata ormai uno dei temi più discussi di Hollywood. Eppure, a sette anni dall'uscita di "C'era una volta a... Hollywood", quel fatidico ultimo ciak continua a non arrivare.

Nel frattempo il regista premio Oscar sembra divertirsi a fare tutto tranne che dirigere. Scrive sceneggiature, prepara uno spettacolo teatrale per il West End, collabora con altri registi e adesso sorprende ancora una volta debuttando come protagonista nel film "Tangled Up in Blue".

Una scelta che riaccende inevitabilmente la domanda: Tarantino si sta davvero preparando all'addio oppure sta semplicemente prendendo tempo prima del suo ultimo capolavoro?

perché Tarantino continua a rimandare il decimo film

Da anni Quentin Tarantino sostiene che il suo decimo lungometraggio sarà anche l'ultimo della sua carriera da regista. Una promessa che ha alimentato infinite teorie tra fan e addetti ai lavori, soprattutto dopo l'abbandono di "The Movie Critic", il progetto che sembrava destinato a chiudere la sua filmografia.

Anche "The Adventures of Cliff Booth", spin-off dedicato al personaggio interpretato da Brad Pitt in "C'era una volta a... Hollywood", sembrava inizialmente destinato alla regia dello stesso Tarantino.

Alla fine, però, il cineasta ha deciso di fare un passo indietro, lasciando il progetto nelle mani di David Fincher. Il motivo? Lo ha spiegato lui stesso:

virgolette
Adoro questa sceneggiatura, ma sto ancora ripercorrendo lo stesso terreno che ho già percorso. Non c'è un tetto contro cui sbattere la testa del mio talento. Questo mi ha un po' demotivato e alla fine ho deciso di chiudere la faccenda

Parole che raccontano perfettamente l'ossessione artistica di Tarantino: non gli basta realizzare un buon film, vuole che ogni opera rappresenti una vera evoluzione rispetto alla precedente.

Da regista ad attore protagonista: "Tangled Up in Blue"

Se il decimo film può aspettare, Quentin Tarantino non ha alcuna intenzione di rallentare.

Anzi, ha scelto di mettersi nuovamente davanti alla macchina da presa con un ruolo decisamente insolito. In "Tangled Up in Blue", scritto e diretto da Jamie Adams, interpreterà Jake Stroud, un manager musicale che dopo quarant'anni trascorsi a gestire le carriere degli altri si ritroverà costretto ad affrontare i propri sentimenti.

Ad accompagnarlo ci sarà un cast decisamente eterogeneo composto da Kylie Minogue, Allison Williams, Jason Isaacs, Sofia Boutella e RZA, storico collaboratore del regista che interpreterà una versione di sé stesso.

Per Tarantino non si tratta di un debutto assoluto come attore. I fan ricordano perfettamente Mr. Brown ne "Le iene", Jimmie in "Pulp Fiction" e soprattutto Richie Gecko in "Dal tramonto all'alba", il cult scritto da lui e diretto dall'amico Robert Rodriguez.

Negli ultimi anni, però, le sue apparizioni davanti alla telecamera erano diventate sempre più rare. Questa volta, invece, il regista sembra voler affrontare una vera prova da protagonista.

La risposta di Tarantino alle critiche

Negli ultimi tempi non sono mancati coloro che hanno interpretato i continui rinvii del decimo film come il segnale di una crisi creativa.

Secondo alcuni commentatori, Tarantino sarebbe terrorizzato dall'idea di dover chiudere una carriera praticamente perfetta con un'opera all'altezza della sua leggenda. Una lettura che il diretto interessato respinge con decisione:

virgolette
È un po' folle ascoltare i podcast e sentire tutti questi psichiatri dilettanti che fanno psicoanalisi come se sapessero cosa mi sta succedendo

Poi aggiunge, con il tono provocatorio che lo contraddistingue da sempre:

virgolette
Credetemi, non sono paralizzato dalla paura

Più che timore, dunque, sembra trattarsi di perfezionismo. Tarantino vuole che il suo ultimo film rappresenti qualcosa di davvero irripetibile, evitando di chiudere la carriera con un progetto che lui stesso considera derivativo o poco stimolante.

Una pressione enorme, soprattutto per un autore che ha costruito il proprio mito sulla capacità di sorprendere continuamente il pubblico.

Il ritiro è davvero vicino? 

Definire Quentin Tarantino "in pensione" appare oggi quasi un paradosso. Negli ultimi mesi il regista è stato ovunque.

Ha scritto una nuova sceneggiatura ambientata nell'universo di "C'era una volta a... Hollywood", ha collaborato con David Fincher, sta lavorando a uno spettacolo teatrale per il West End e continua a partecipare attivamente al dibattito sullo stato del cinema contemporaneo, spesso con dichiarazioni destinate a far discutere.

Il suo passaggio davanti alla macchina da presa conferma che la creatività è tutt'altro che esaurita. Piuttosto, sembra che Tarantino stia esplorando nuovi linguaggi mentre cerca l'idea giusta per quello che considera il film più importante della sua carriera.

La sensazione è che il regista non voglia ritirarsi dal mondo dello spettacolo, ma semplicemente concludere la propria esperienza dietro la cinepresa alle sue condizioni. Una differenza sostanziale.

Quando arriverà davvero il decimo film nessuno può dirlo. Potrebbe essere tra un anno oppure tra cinque. Nel frattempo, però, Quentin Tarantino continua a fare ciò che gli riesce meglio: sorprendere tutti, evitando qualsiasi percorso prevedibile.

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...