Le isole dell'Odissea pullulano di un meraviglioso che ancora oggi appassiona lettori e curiosi: mostri, maghe, pericoli e poteri divini sono protagonisti del viaggio del protagonista, il cui periglioso ritorno a casa dura ben dieci anni. È inevitabile chiedersi come Christopher Nolan, nel suo colossale adattamento cinematografico, abbia cercato di mettere su schermo e regalare alla vista degli spettatori tutti i portenti che il poema comprende.
Si è parlato della preferenza di Nolan di non utilizzare la CGI, dunque il regista scommetterà tutto sugli effetti pratici.
Un esempio è il modo in cui verrà reso nel film il celebre episodio del Ciclope Polifemo, che è stato il centro di rielaborazioni e riscritture, fin dal mondo classico: dai drammi satireschi in cui il ciclope assume le fattezze di un rispettabile proprietario terriero, fino agli squisiti idilli teocritei dove lo vediamo innamorato della ninfa Galatea e all'Eneide in cui vediamo le conseguenze della fuga di Odisseo.
Nel suo film, Nolan sceglie di adoperare un pupazzo antropomorfo meccanico di sei metri per sei: la scena sarà ambientata nella leggendaria Grotta di Nestore e sulla Spiaggia di Voidokilia in Grecia.
L'ispirazione sembra essere stata il celeberrimo quadro di Goya raffigurante Saturno: "è stata davvero la nostra principale fonte d'ispirazione. Lo tenevamo appeso al muro" avrebbe raccontato ad Esquire.
È possibile che la scena venga comunque ritoccata in post-credit, ma la scelta sicuramente sposa l'interesse maggiore di Nolan per tecniche tradizionali di ripresa e dell'uso della pellicola.
L'Odissea è ricolma di mostri: trovare una giusta formula per presentarli al pubblico è necessario per la riuscita della trasposizione. Christopher Nolan dice di essere stato molto ispirato dal trattamento dei mostri che ha Guillermo del Toro, il quale cerca di umanizzarli. Questo il regista dice in un'intervista al Los Angeles Times.
Parlava della figura di Scilla, che fu trasformata in mostro, per i suoi sentimenti o per le trame amorose delle rivali: sono numerose le versioni del mito che tramandano i classici sulla trasformazione di questa creatura.
Nell'Odissea, su di lei si sa quello che Circe racconta ad Odisseo nel canto XII (vv. 85-100, 124-126):
"Qui, abita Scilla, che latra orribile. La sua voce è simile a quella di un cane appena nato, ma lei è, invece, un orribile mostro: né qualcuno mai gioirebbe, vedendola, neppure se un dio la incontrasse. I suoi piedi sono dodici, tutti informi, ha sei colli lunghissimi e su ciascuno si innalza una testa terribile, in tre file i denti
sono saldi e fitti, pieni di nera morte. Nel mezzo sprofonda nella grotta scavata, mette fuori le teste dal baratro orribile, lì pesca, scrutando attorno lo scoglio, prendendo delfini e cani di mare e anche dei pesci di maggiori dimensioni, che Anfitrite urlante nutre a migliaia. Mai naviganti illesi si gloriano di averla fuggita con la nave: prende con ciascuna testa un uomo, rapendolo dalla nave prua azzurra. [...] Ma meglio sospingere con forza la nave, chiamare a gran voce Cratais, madre di Scilla, che la generò, sventura tra i mortali. Lei può farla desistere dallo slanciarsi verso di voi."

Immagine presa direttamente dal trailer ufficiale.
Molti sono i mostri e i prodigi che compaiono nell'Odissea di Nolan. Quali compariranno nel film? Sicuramente, abbiamo visto il regista parlare di Polifemo e di Scilla. Insieme a Scilla, è probabile che vedremo Cariddi, un'altra ninfa tramutata in mostro. La sua colpa fu quella di rubare a Eracle i buoi di Gerione e mangiarne alcuni: Zeus la fulminò e la fece cadere in mare, dove la mutò in un essere spaventoso, con una gigantesca bocca piena di varie file di numerosissimi denti e una voracità infinita, che risucchiava l'acqua del mare e la rigettava.
Così è descritta da Circe nel XII canto (vv. 103-107):
"Su questo c'è un fico grande, ricco di foglie: sotto la divina Cariddi risucchia l'acqua livida. Tre volte al giorno, infatti, la vomita, tre volte la riassorbe paurosamente: che tu non capiti lì, quando assorbe: infatti, non ti salverebbe dal male neppure l'Enosittono. Ma piuttosto, navigando veloce lungo lo scoglio di Scilla, lontano sospingi la nave, poiché è migliore davvero rimpiangere sei compagni nella nave, che insieme tutti."

Immagine presa direttamente dal trailer ufficiale.
Dal momento che le sirene fanno parte dello stesso canto, è probabile che Nolan le abbia incluse.
Le sirene sono donne col corpo di uccello che ammaliano i marinai per farne pasto. Ancora una volta è Circe ad avvertire Odisseo dei pericoli che incontrerà (XII, vv. 39-46):
"Prima giungerai alle sirene, che facilmente tutti gli uomini affascinano, chiunque si avvicina loro. A chi con ignoranza si avvicina e ascolta il loro canto mai più la sposa e i bimbi piccoli stanno attorno, né lo festeggiano per il ritorno, ma le Sirene col canto melodioso lo stregano, sedute sul prato: grande ammasso di ossa di uomini che si corrompono, con la pelle che si disfà."
Altri mostri che compaiono nell'Odissea sono i Lestrigoni, un popolo di giganti antropofagi che dimorano in un'isola in cui approda la flotta di Odisseo: essi distrussero tutte le navi, tranne quella del protagonista che era rimasta al di fuori del porto.
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