16 Jul, 2026 - 10:50

USA-Iran, dall'escalation nello Stretto di Hormuz agli scenari futuri: l'analisi di Nima Baheli

USA-Iran, dall'escalation nello Stretto di Hormuz agli scenari futuri: l'analisi di Nima Baheli

La crisi tra Stati Uniti e Iran è entrata in una nuova fase dopo una serie di attacchi e rappresaglie che hanno riportato al centro dello scontro lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali. Tra tensioni militari e difficoltà sull'attuazione del Memorandum d'intesa firmato a giugno, resta incerto il futuro dei negoziati tra Washington e Teheran.

Secondo l'analista geopolitico Nima Baheli, la partita si gioca soprattutto sul controllo dello Stretto, sulla capacità dell'Iran di aumentare i costi del conflitto e sulla tenuta politica dell'accordo raggiunto nelle scorse settimane.

USA e Iran, il peso strategico dello Stretto di Hormuz

Secondo Baheli, il confronto militare tra Stati Uniti e Iran presenta una forte disparità sul piano delle risorse. "Basti indicare come il bilancio militare di Teheran sia pari praticamente a un centesimo rispetto al bilancio degli Stati Uniti. L'Iran spende circa 10-15 miliardi di dollari l'anno in armamenti, mentre gli Stati Uniti ne spendono circa 1000", ha spiegato l'analista a Tag24.

Nonostante questa differenza, Teheran può sfruttare il fattore geografico e il controllo dello Stretto di Hormuz come leva nei negoziati.

"Lo Stretto di Hormuz prima del conflitto era aperto e il conflitto ha dimostrato che Teheran può gestire il transito da questo braccio di mare come elemento anche negoziale", ha affermato Baheli.

Secondo l'analista, il ruolo dell'Iran nello stretto era già previsto nel memorandum d'intesa firmato a giugno.

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L'articolo 5 esplicitava, per come era stato firmato dallo stesso presidente Trump, che Teheran avesse un ruolo importante nel transito in quel braccio di mare.

Tuttavia, secondo Baheli, la crescente pressione militare statunitense ha indebolito l'accordo:

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Quel memorandum d'intesa per come è stato siglato una ventina di giorni fa a oggi è abbastanza malconcio, se non malinteso.

Il rischio di escalation regionale 

Uno degli elementi più delicati riguarda il possibile allargamento del conflitto ai Paesi del Golfo. Finora, secondo Baheli, l'Iran ha evitato di colpire infrastrutture energetiche e civili, concentrando le proprie azioni contro obiettivi militari statunitensi.

"Nella strategia multistrato che dicevo, c'è un elemento che Teheran finora non ha voluto portare avanti, ovvero di colpire le infrastrutture energetiche, portuali, di desalinizzazione delle nazioni del Golfo Persico", ha spiegato.

Tuttavia, un ulteriore aumento della tensione potrebbe cambiare lo scenario. "Qualora si andasse in un livello successivo del conflitto, non escludo che la nuova ala militare di Teheran possa portare a implementare lo scontro con gli altri paesi".

Il futuro del memorandum 

Secondo Baheli, il memorandum firmato tra Stati Uniti e Iran appare oggi fortemente compromesso.

"Se dovessimo seguire gli scontri degli ultimi giorni e i bombardamenti e le minacce che Trump sta facendo una dietro l'altra, probabilmente il memorandum è morto", ha dichiarato.

L'analista ha spiegato che le clausole dell'accordo sarebbero già state messe in discussione: "Sono state infrante tutte, perché ci sono state minacce nei confronti della controparte, è stata bombardata la controparte, le deroghe alle esportazioni sono state bloccate. Nulla dei quei fondi congelati è stato scongelato".

Il messaggio politico dei funerali di Ali Khamenei

Baheli ha inoltre analizzato il significato politico dei funerali di Ali Khamenei, diventati un momento di mobilitazione interna e un messaggio internazionale.

"Teheran ha voluto dare un messaggio di unità della leadership politica del Paese e di esternalizzazione anche in questo caso della leadership di questo Paese", ha spiegato.

Secondo l'analista, la mancata apparizione pubblica dell'attuale guida suprema iraniana sarebbe legata anche a ragioni di sicurezza:

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Abbiamo visto come nelle precedenti tornate gli Stati Uniti e Israele non abbiano avuto problemi a colpire la leadership politica iraniana.

Guardando ai prossimi sviluppi, Baheli ritiene che saranno decisive le prossime mosse militari. "In base alle risposte che Teheran darà, si capirà quale direzione prenderà questo conflitto", ha concluso, aggiungendo che lo scenario più probabile è un progressivo allontanamento dal quadro del memorandum verso uno scontro più diretto.

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