Il 15 luglio del 1948 la vittoria di Gino Bartali al Tour de France salvò l’Italia dalla guerra civile. Il giorno prima il segretario del Partito comunista Palmiro Togliatti era stato ferito all’uscita di Montecitorio e ad Abbadia San Salvatore, località mineraria del Monte Amiata, appena si seppe dell’attentato si forma un corteo di minatori e di migliaia di persone. Furono aggrediti esponenti dei partiti di centro e di destra e dalle località vicine vennero inviati carabinieri e poliziotti. Da lì a passare agli scontri fisici e armati bastò poco e persero la vita vita un maresciallo e un appuntato dei carabinieri.
Ma la vittoria di Bartali al Tour stemperò gli animi in Italia. Ginettaccio riuscì a distrarre gli italiani che divisi dalla politica si ricompattarono nell’esultanza per l’impresa ciclistica. Quella maglia gialla è stata donata da Bartali a un prete di Siena, don Bruno Franci, soprannominato “Il Prete Bello”, ed è custodita nella parrocchia di Santa Petronilla, a pochi metri dalla porta Camollia. Bartali andava spesso a Siena a trovarlo e a pregare nella sua chiesa e vi si recò anche alla fine di giugno 1948 prima di partire per la Francia. Dopo la vittoria portò a Siena la maglia gialla, simbolo di un’impresa sportiva e civile.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *