16 Jul, 2026 - 10:10

Mario Roggero può essere candidato come chiede Cruciani?

Mario Roggero può essere candidato come chiede Cruciani?

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour di 72 anni che ieri si è costituito dopo la sentenza definitiva della Cassazione che l'ha condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori nel 2021 e ferito un terzo, ormai, è diventato un simbolo politico.

Lega e Futuro Nazionale fanno a gara per contenderselo. Tant'è che ieri alcuni futuristi hanno organizzato un sit-in all'esterno della Cassazione con tanto di striscioni:

virgolette
Super Mario

e

virgolette
Io sto con Roggero

si leggeva.

Anche i leghisti, però, hanno fatto sentire la loro voce: Matteo Salvini, dopo aver espresso la sua costernazione per la sentenza emessa dalla Cassazione, ha dichiarato che si attiverà subito affinché a Roggero il Presidente della Repubblica conceda la grazia.

Ma, sui social, c'è anche chi si è spinto più in là.

A prendere a cuore la sorte del gioielliere che la sentenza di Cassazione definisce "giustiziere" da Far West è il conduttore della trasmissione radiofonica "La zanzara", Giuseppe Cruciani.

Lui, al fine di rendere quanto più breve la permanenza in cella di Roggero, dopo aver indossato insieme a Vannacci una maglietta in suo onore, ha proposto di candidarlo alle prossime elezioni politiche.

Ma è possibile? Si tratta di una strada percorribile in punta di diritto?

Roggero può essere candidato?

Giuseppe Cruciani ne ha fatta una questione di principio: chi si difende dai ladri non può essere punito. Per utilizzare uno slogan tanto caro alla destra, anche per lui, "la difesa è sempre legittima".

Ma tant'è: il giornalista di Radio24 ha dovuto prendere atto della sentenza della Cassazione che ha inflitto a Roggero una condanna pesantissima: 14 anni e 9 mesi. In pratica, visto che Roggero ha 72 anni, un ergastolo, come l'ha definito il diretto interessato.

Tuttavia, crede di poter ribaltare questo destino proponendo ai partiti che sostengono la causa del gioielliere di candidarlo in occasione delle prossime elezioni politiche.

Cruciani evoca un'operazione da parte della politica un po' alla Ilaria Salis: anche l'attivista di sinistra fu candidata nel 2024 da Avs per salvarla dal carcere.

Purtroppo, però, in punta di diritto, la situazione in cui si trova Roggero è molto diversa rispetto a quella della parlamentare europea.

Il perché è presto detto. Nel 2024, Salis stava scontando in Ungheria una lunga detenzione preventiva in attesa del vero e proprio processo. Mentre Roggero, ora, è il destinatario di una sentenza passata in giudicato, inappellabile dopo la pronuncia della Cassazione.

E, secondo il codice italiano, a chi viene comminata una pena così grave, come nel suo caso, automaticamente, è addebitata anche una pena accessoria: l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Cosa significa in concreto? Che Roggero, con la condanna a 14 anni e 9 mesi, ha perso anche il diritto di votare e di essere votato. Non può essere né un elettore attivo né uno passivo, come si dice in questi casi. Non ha più il diritto di presentarsi come candidato alle elezioni politiche, amministrative o regionali che siano.

La proposta di Cruciani, quindi, è destinata a essere un buco nell'acqua. 

La richiesta della grazia presidenziale

Anche per questo, quindi, Matteo Salvini, per Roggero, non vede altra via d'uscita che la richiesta di grazia presidenziale. 

Ma come si arriva al gesto di clemenza del Capo dello Stato? 

Il procedimento è lungo. E, numeri alla mano, spesso, vano. Nel corso dei suoi due mandati, si è calcolato che Mattarella abbia preso in esame circa 4000 richieste, di cui solo una minima percentuale (tra l'1 e il 2%) ha avuto esito positivo.

Ma tant'è: l'istituto della grazia è regolato dall'articolo 681 del codice di procedura penale e può essere avviato su domanda del condannato, dei familiari o d'ufficio.

La domanda, visto che ora Roggero è detenuto, viene presentata al magistrato di sorveglianza. Il Ministero delega il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello e il magistrato di sorveglianza a raccogliere informazioni sulla condotta, il percorso rieducativo e le condizioni di salute del reo.

A questo punto, il ministro della Giustizia dà un suo parere e trasmette tutto al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica valuta la pratica in totale autonomia.

Il Capo dello Stato può decidere per una grazia piena o condizionata. Ma tant'è: per riprendere l'ultimo appello social di Roggero prima di andare in carcere, non è tanto facile prendere il testimone della sua battaglia.

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