16 Jul, 2026 - 09:49

Levi’s Stadium: il valore dell’Identità Visiva ai Mondiali FIFA 2026

In collaborazione con
Eleonora Sella
Levi’s Stadium: il valore dell’Identità Visiva ai Mondiali FIFA 2026

In occasione della Coppa del Mondo 2026, viene imposto a tutti gli stadi di oscurare i loghi degli sponsor non ufficiali. Nel rispetto di questa regola, la Levis sceglie di nascondere il proprio nome dal Levis Stadium di Santa Clara coprendolo con un telo bianco, creando, forse inconsapevolmente, una delle strategie di marketing più efficaci degli ultimi anni.

Per i Mondiali 2026, la FIFA ha indetto la Clean Stadium Policy, un regolamento a tutela degli sponsor ufficiali, che prevede la rimozione temporanea di ogni riferimento a brand non ufficiali negli stadi ospitanti le partite.

Nel caso del Levis Stadium di Santa Clara, temporaneamente ribattezzato San Francisco Bay Area Stadium per la durata della competizione, aderire alle richieste della policy è più complicato. Lo stadio, infatti, prende il suo nome dallomonimo marchio Levis Strauss & Co., che ne ha acquisito i diritti nel 2013 ed è, di conseguenza, interamente brandizzato.

Si decide, perciò, di coprire il logo con un telo bianco per renderlo meno evidente, ma leffetto è totalmente lopposto. La forma emblematica dellicona, ancora perfettamente visibile, rende il brand non solo riconoscibile, ma anche incredibilmente virale. Le foto e i video iniziano a circolare sul web, e così anche i primi articoli e riferimenti nei podcast: è così che il telo bianco diventa esso stesso una notizia.

La Levis vede lopportunità e cavalca londa: il logo oscurato inizia ad apparire delle sedi di tutto il mondo, da Milano a Parigi, e ancora fino in Messico, arrivando anche nelle immagini profilo delle pagine social ufficiali Levis.

Pur rispettando le regole imposte dalla FIFA, Levis Strauss & Co. è riuscita a trasformare un apparente vincolo in una strategia di marketing molto efficace, diventando uno dei marchi più discussi dei Mondiali, senza far parte degli sponsor ufficiali. Ha dimostrato, così, come lidentità di un marchio non sia legata solo al suo nome ma anche alla sua affidabilità e capacità di essere riconoscibile anche se oscurato.

A cura di Eleonora Sella

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