C'è chi allunga il passo. Chi si gira dall'altra parte. Chi finge di non sentire. Chi si mette al telefono. Chi dice che il tempo per le domande è finito. Chi, invece, è più brutale: "Con voi non parlo". Chi si rinchiude in bagno. Chi scalcia (una volta, come immortalato nel video del Fatto Quotidiano, lo fece La Russa nei confronti di un giovane Corrado Formigli).
E ancora: c'è chi chiude la portiera dell'auto blu: "Attenzione, non vi fate male!". Chi tenta di sbrigarsela con un semplice "Buongiorno, buon lavoro!" mentre si infila in un portone. Chi ricorda che anche lui è un giornalista ma che per l'occasione non risponde alle domande. Chi sgattaiola come un gatto in tangenziale. Chi fila via come se nulla fosse, magari con la testa racchiusa nelle spalle curve, come una tartaruga che si ritrae nel guscio: capitava così al mitico, impassibile banchiere del "salotto buono" della finanza italiana Enrico Cuccia, tant'è che "Striscia la Notizia" ne fece una gag con il suo inviato Stefano Salvi che ispirò anche un lungometraggio.
Ma ora, poiché i tempi sono quelli che sono, c'è anche chi, molto più praticamente, fa segno alla scorta: "Allontanate questo".
Il capitolo dei politici che non vogliono rispondere alle domande dei cronisti (più o meno d'assalto e, a dirla tutta, più o meno opportuni) è ricchissimo. E molto dice. Perché se una volta il problema veniva risolto il più delle volte col politichese, dando risposte incomprensibili (la Dc è stata una vera e propria scuola di vita in tal senso), ora che il politico medio non ha più né la pazienza né la cultura dei vecchi "democristi", c'è da aspettarsi di tutto.
Crozza, che ha trasformato Antonio Razzi in una sorta di mito, docet.
E così: anche la new entry, anzi, la nuova star del teatrino politico italiano, il Generale Vannacci, è entrato nel club di coloro che sono pronti a rispondere a tutte le domande. Anche, vedrete tra poco con la pausa ferragostana, a quella mitica "dove va in vacanza?". Ma non a quelle cosiddette (o presunte) scomode. A quelle che mettono il dito se non nella piaga, nel loro punto debole.
L'altro giorno, ad esempio, ha trattato proprio male l'inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco.
Non è la prima volta che i due si scontrano, non sarà l'ultima.
Diciamoci la verità: mediamente, già non lo è per un politico, ma tanto più per un Generale, per un uomo abituato a comandare, abituato a far lui le domande, finire sott'interrogatorio non deve essere semplice.
Vannacci non sfugge alla regola. Quando vede Ivan Grieco, poi, scatta l'allarme rosso.
Ha imparato a conoscerlo, del resto: Grieco è uno youtuber che ha a cuore la causa ucraina e delle democrazie occidentali. Ed è uno a cui non manca il coraggio di affrontarlo.
E così, l'altro giorno: Grieco, cellulare in modalità video e microfono in mano, è salito sul palco dove Vannacci e i suoi erano in procinto di fare una manifestazione. Ed è partito alla carica:
Al che, poiché c'è sempre qualcuno che deve dimostrarsi più realista del re, leggi il sindaco di Filottrano, un paesone che si adagia nell'entroterra del Conero, vicino ad Ancona, quest'ultimo ha agguantato il microfono di Grieco e subito ha cercato di strapparglielo di mano.
È seguito, inevitabile, il parapiglia.
E comunque: la calma è tornata quando Vannacci ha capito che, per tenere buono Grieco, bisognava liquidarlo non certo ricorrendo alle maniere forti.
Il Generale si è asciugato la fronte e ha affrontato l'inviato di Fedez dicendogli chiaro e tondo che lui, con "i maleducati che interrompono le manifestazioni" non parla:
E insomma: altro che ambasciatore russo. "Grieco, ti spiezzo in due", volendola mettere un po' sul ridere. Cosa che, in realtà, Vannacci sa fare essendo uomo di mondo (con un curriculum, per di più, che, a differenza di quello di Totò, contempla ben più di tre anni di militare a Cuneo).
Del resto, il Generale l'ha dimostrato anche quando l'altra domenica è stato ospite di Marianna Aprile e Luca Telese a "In Onda", la trasmissione wokerissima di La7.
Lì, il battibecco, a proposito di domande, di chi le fa e di chi deve solo riceverle, è nato con la conduttrice, più determinata che mai a mostrarsi giornalista inflessibile, incorruttibile ma, diciamolo pure, a prescindere contro Vannacci e Futuro Nazionale.
Quando il Generale ha tentato di ribaltare il discorso facendo a lei una domanda, l'ha messo subito in riga così:
Al che, lui:
La risposta di Marianna Aprile, mentre il suo "socio" Telese la guardava estasiato, è stata perentoria:
E insomma: Vannacci negli studi di La7 non è Bersani, per dirne uno.
E comunque: è pur vero che ci sono circostanze e circostanze.
Nel salotto televisivo di "In onda", Vannacci era ospite ed era stato chiamato appositamente a rispondere alle domande dei giornalisti. E, tutto sommato, sempre a proposito di "frequentazioni" russe, non gli è andata affatto male.
Nel caso di Grieco, invece, era nel bel mezzo di una manifestazione, e si è visto arrivare il giornalista impertinente all'improvviso.
A pensarci: come un incursore, il ruolo che ha rivestito lui stesso quando prestava servizio nell'esercito. Vannacci, ai tempi della Folgore, avrebbe accolto Grieco a braccia aperte.
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