28 Jul, 2026 - 16:07

E’ cieco ma il rumore dei fioretti lo ha stregato

E’ cieco ma il rumore dei fioretti lo ha stregato

Ci sono rumori che raccontano una vita, scrive La Nazionale, raccontando la storia di Tullio Mugnaini, presidente del Circolo Schermistico Aretino e istruttore e maestro. Non è una delle tante storie di uomini di sport che dedicano la loro vita a una passione, perché Mugnaini è cieco. La sua è una storia di adattamento e forza: una malattia degenerativa rara iniziata nel 1989 gli ha tolto progressivamente la vista fino alla perdita completa nei primi anni Duemila. Ma non gli ha tolto il ruolo di maestro. Anzi, ha trasformato il suo modo di insegnare: oggi legge la scherma attraverso il contatto, le vibrazioni, il rapporto diretto con il ferro. “Quando una cosa ce l’hai dentro, quando ti piace, trovi il modo di continuare”, racconta.

La storia di Tullio Mugnaini, maestro di scherma e di vita

Al quotidiano dice: “Per me è importante stare ancora in attività, dare il mio contributo. Io vado in sala e faccio le mie lezioni a modo mio. Ogni volta lavoro con gli allievi in maniera diversa. La società è viva: abbiamo sessanta iscritti, bambini che iniziano, ragazzi che fanno agonismo, adulti che fanno spada e anche ragazzi paralimpici in carrozzina. La cosa importante è andare avanti. Io lavoro molto sul ferro dell’allievo. Cerco il contatto con il fioretto, faccio fare dei movimenti e loro devono rispondere. Attraverso il ferro riesco a capire tante cose. Sento se tengono l’arma rigida oppure morbida, capisco la distanza, come arriva la toccata, come viene data la botta. Sono piccole cose tecniche che negli anni mi sono inventato”.

Dice che la scherma può essere interpretata anche senza la vista: “Sì, perché la scherma non è solo vedere. Il ferro dà tante informazioni. Quando tocchi il fioretto dell’altro senti come lo tiene, se è contratto o rilassato. Riesci a capire la distanza, il modo di portare la stoccata, la qualità del movimento. È un modo particolare di insegnare, però funziona”. Mugnaini non ha mai pensato di abbandonare la sua passione, perché quando entra in sala e sente il rumore dei fioretti che si toccano capisce che la scherma è dentro di lui.

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