12 Aug, 2026 - 18:30

Lavitola confessa: "Sono io il mandante dell'attentato a Ranucci". Ma è mistero se il giornalista ne fosse a conoscenza

Lavitola confessa: "Sono io il mandante dell'attentato a Ranucci". Ma è mistero se il giornalista ne fosse a conoscenza

Davanti al giudice delle indagini preliminari, Valter Lavitola l'ha ammesso: è lui il mandante dell'attentato contro Sigfrido Ranucci che il 16 ottobre scorso ha scosso l'opinione pubblica.

Il faccendiere ha ammesso anche che l'ha fatto per accrescere la scorta e, di conseguenza, la popolarità del conduttore di Report sperando in una sua scalata politica.

Fatto sta che alla domanda se Ranucci fosse consapevole del suo piano, Lavitola ha preferito non rispondere.

La confessione di Lavitola: è lui il mandante dell'attentato

Che si tratti di attentato, o di "attentato di stima" o di "bomba d'amore", il caso Lavitola-Ranucci assume giorno dopo giorno sempre più i connotati di una storia dell'assurdo.

Anche perché oggi Lavitola, nell'interrogatorio di garanzia, ha ammesso tutte le sue responsabilità. Ma non ha risposto alla domanda che si stanno facendo un po' tutti gli italiani:

Ranucci era a conoscenza del proposito di Lavitola?

virgolette
“Su questo non dico assolutamente nulla

Così si è espresso l’avvocato Sergio Cola al termine dell’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola nel carcere di Rebibbia.

Il difensore, lasciando il carcere, ha spiegato di aver chiesto per l’imprenditore ed ex editore l’attenuazione della misura.

Ma tant'è: ha detto tutta la verità fino in fondo?

Cinque ore di interrogatorio

Valter Lavitola, dopo aver ammesso di essere stato lui il mandante dell'attentato del 16 ottobre scorso contro il giornalista Sigfrido Ranucci, "ha riferito anche le ragioni per cui si è spinto a fare quest'atto indubbiamente delittuoso. L'ha fatto per il bene di Ranucci perché era oggetto di attentati", ha spiegato Sergio Cola, avvocato di Lavitola, al termine dell'interrogatorio di garanzia del suo assistito nel carcere di Rebibbia, durato oltre cinque ore.

Come dire: si avanza tra il paradosso e la commedia all'italiana.

Tanto più che poco prima che si diffondesse la notizia della confessione di Lavitola, Ranucci ha diffuso sui suoi canali social un post che ha spaccato ancora di più l'opinione pubblica.

Paragonandosi a Falcone, Borsellino, Piersanti Mattarella e Aldo Moro, ha detto che tutto questo sta capitando perché "la sua voce spaventa".

Fatto sta che ormai sembra una certezza che con questa storia dell'attentato ad opera del suo migliore amico, Ranucci si sia giocato la conduzione di Report.

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