Ridley Scott alle prese con un fantasy romantico young adult? Sì, e la combinazione è decisamente più curiosa di quanto possa sembrare.
Il regista e produttore britannico è infatti coinvolto nell'adattamento televisivo di Folk of the Air, la celebre saga fantasy di Holly Black conosciuta in Italia anche attraverso il primo volume, Il principe crudele.
La serie, destinata a Prime Video, potrebbe diventare una delle prossime grandi scommesse del fantasy televisivo.
Da una parte c'è una storia fatta di fate, intrighi di corte, rivalità e tensione romantica; dall'altra una produzione legata alla Scott Free Productions di Ridley Scott.
Il risultato? Una specie di punto d'incontro tra Fourth Wing e Shadow and Bone, ma con un mondo fatto di creature fatate, principi spietati e mortali che non hanno alcuna intenzione di farsi mettere da parte.
Al centro della saga di Holly Black c'è Jude Duarte, una ragazza umana che da bambina viene trascinata nel regno delle fate di Elfhame insieme alle sorelle.
Il problema è abbastanza evidente: Jude è mortale in un mondo in cui gli esseri umani sono considerati inferiori e le creature fatate non sono esattamente famose per la loro gentilezza.
Anziché arrendersi, però, la protagonista decide di imparare a sopravvivere secondo le regole di quel mondo. E soprattutto cerca un modo per conquistarsi un posto a corte.
È qui che entra in scena Cardan, il principe crudele del titolo italiano del primo libro. Affascinante, arrogante, manipolatore e tutt'altro che intenzionato a rendere la vita facile a Jude, Cardan diventa rapidamente uno degli ostacoli più importanti - e complicati - della sua nuova esistenza.
Tra i due nasce una relazione fatta di ostilità, provocazioni e attrazione, il classico terreno fertile per il trope "enemies to lovers" che negli ultimi anni è diventato uno dei preferiti del pubblico romantasy. Anche se di romantico nei libri c'è molto poco, infatti Folk of the Air non è principalmente una storia d'amore.
La saga è piena di giochi di potere, alleanze, tradimenti e lotte per il controllo del regno. Jude non vuole semplicemente trovare il proprio posto a Elfhame: vuole avere il potere necessario per non essere più una pedina.
Se il nome Folk of the Air non vi dice ancora nulla, basta immaginare una sorta di incrocio tra Fourth Wing e Shadow and Bone, con una spruzzata decisamente più fiabesca.
Come Fourth Wing, la storia mette al centro una giovane protagonista apparentemente svantaggiata che deve sopravvivere in un ambiente estremamente ostile. Jude, però, non deve imparare a cavalcare draghi: deve imparare a muoversi in una corte popolata da creature che possono essere molto più pericolose di qualsiasi mostro.
Il parallelo con Shadow and Bone riguarda invece soprattutto la componente politica. Come Alina Starkov, Jude si ritrova coinvolta in giochi di potere molto più grandi di lei e deve fare i conti con figure affascinanti e moralmente ambigue.
Cardan, in particolare, è un personaggio che può ricordare per alcuni aspetti il lato più oscuro del Grishaverse, anche se la sua personalità e il suo percorso sono profondamente diversi. La differenza fondamentale è proprio l'ambientazione.
Elfhame non è il Grishaverse e non è Navarre: è un mondo di fate, incantesimi, corti reali e creature tanto affascinanti quanto inquietanti. La saga di Holly Black prende gli elementi classici delle fiabe e li ribalta, costruendo un universo in cui essere umano può diventare uno svantaggio enorme.
A prima vista, affidare un progetto come Folk of the Air a Ridley Scott potrebbe sembrare una scelta decisamente fuori dagli schemi.
Il regista è soprattutto associato alla fantascienza, al cinema storico e a produzioni dal respiro epico. Ma il suo curriculum contiene almeno due esperienze che dimostrano perché il fantasy potrebbe non essere affatto un territorio estraneo.
La prima è Legend, il film fantasy del 1985 con Tom Cruise, diventato negli anni un vero cult grazie alla sua estetica oscura e visionaria. La seconda è Raised by Wolves, serie che mescola sci-fi, mitologia, religione, creature mostruose e profezie in un universo visivamente ambizioso.
Ed è proprio il lavoro sulla costruzione del mondo che potrebbe rivelarsi fondamentale per Folk of the Air.
Elfhame non può essere semplicemente un regno fantasy generico pieno di boschi e castelli. Deve avere una propria identità visiva, un'atmosfera allo stesso tempo incantata e minacciosa e soprattutto quella sensazione di pericolo che caratterizza i libri di Holly Black.
Se c'è una cosa che Ridley Scott sa fare molto bene, è costruire mondi in cui lo spettatore ha la sensazione che ogni dettaglio abbia una storia alle spalle.
Per ora bisogna armarsi di pazienza. Folk of the Air non ha ancora una data di uscita ufficiale su Prime Video, e le informazioni sul cast e sulla trama della serie sono ancora limitate.
Una certezza importante, però, riguarda la presenza di Holly Black nel team creativo: l'autrice della saga sarà produttrice esecutiva dell'adattamento.
Una notizia che farà sicuramente piacere ai lettori, soprattutto considerando quanto sia complesso trasportare sullo schermo il particolare equilibrio tra romance, politica e fantasy dei romanzi. Il progetto coinvolge inoltre la Scott Free Productions di Ridley Scott e gli Amazon MGM Studios.
E proprio la presenza di Scott rende poco probabile un'altra ipotesi che aveva fatto fantasticare alcuni fan: quella di un adattamento animato. Il regista non ha infatti costruito la propria carriera nella produzione di serie animate, mentre il progetto sembra orientato verso una versione live action.
Per il momento, quindi, non resta che aspettare. La saga di Holly Black potrebbe avere un'arma segreta: non deve inventarsi un mondo nuovo da zero. Elfhame esiste già, ha milioni di lettori e soprattutto ha un principe crudele, una ragazza umana determinata a sopravvivere e una quantità decisamente pericolosa di tensione romantica.
Ora resta solo da capire cosa succederà quando questo universo finirà nelle mani di Ridley Scott.
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