Una vacanza rilassante, quattro amiche di vecchia data e una spa da sogno. Sulla carta, il piano perfetto per staccare finalmente la spina.
Peccato che in Spa Weekend bastino pochi minuti perché il weekend trasformi il relax in un piccolo disastro collettivo.
La nuova commedia di Jon Lucas e Scott Moore, già autori di Una notte da leoni e Bad Moms, punta tutto su un cast femminile esplosivo guidato da Leslie Mann, Anna Faris, Michelle Buteau e Isla Fisher.
Il risultato? Una commedia vietata ai minori, veloce e con qualche momento davvero riuscito, ma che fatica a lasciare il segno. Non mancano caos, situazioni assurde e battute sopra le righe, ma Spa Weekend sembra spesso accontentarsi di riproporre una formula che il cinema ha già utilizzato parecchie volte.
Al centro della storia c'è Jane, un'avvocatessa di Los Angeles completamente sommersa dal lavoro e dagli impegni familiari. Per il suo compleanno decide di concedersi qualcosa che, nella sua vita quotidiana, sembra quasi un lusso proibito: due notti in una spa insieme alle sue migliori amiche.
Con lei ci sono Sophie, interpretata da Anna Faris, e Coco, a cui presta il volto Michelle Buteau. La prima è una donna dolce e fin troppo remissiva, alle prese con un capo insopportabile; la seconda sta attraversando un divorzio difficile e deve fare i conti con una rabbia che non riesce proprio a tenere a bada.
Il programma sarebbe semplice: trattamenti, piscina, meditazione e qualche ora lontano da figli, lavoro e problemi. Naturalmente, in una commedia come questa, nulla può andare secondo i piani.
La vera miccia del film è Mel, interpretata da Isla Fisher. Invitata all'ultimo minuto quasi per senso di colpa, la donna è l'amica che nessuna delle altre sembra sopportare davvero. E, almeno all'inizio, è facile capire perché.
Mel arriva alla spa come un tornado: linguaggio senza filtri, atteggiamenti provocatori e una capacità quasi sovrumana di trasformare qualsiasi situazione tranquilla in un problema.
Una meditazione diventa una lite, una serata rilassante si trasforma in una festa decisamente più movimentata e persino una semplice passeggiata sul resort finisce con un folle inseguimento sui golf cart. Fisher è probabilmente l'elemento più convincente del quartetto.
L'attrice riesce a dare a Mel una certa umanità anche quando il personaggio supera abbondantemente il limite della decenza. Anna Faris, invece, interpreta Sophie in una veste più timida e composta, lontana da quella vena folle e irresistibile che ha caratterizzato alcune delle sue performance migliori.
Dietro il caos di Spa Weekend c'è anche un messaggio più serio: donne abituate a mettere sempre gli altri al primo posto che decidono, finalmente, di pensare a se stesse. Il problema è che il film non riesce sempre a sviluppare questa idea con la profondità necessaria.
La storia vorrebbe raccontare la necessità di concedersi una pausa, soprattutto per persone schiacciate tra lavoro, figli, genitori anziani e responsabilità quotidiane. Ma il passaggio dalla rinuncia costante al viaggio improvvisato è talmente rapido da rendere poco credibile il conflitto iniziale.
Anche il rapporto tra le quattro amiche avrebbe meritato maggiore attenzione. La sceneggiatura insiste sul concetto secondo cui in ogni gruppo esiste "quella" persona che tutte sopportano a fatica, ma non approfondisce abbastanza i legami tra i personaggi per rendere davvero significativa la loro evoluzione.
E così, quando il film arriva alla conclusione e suggerisce che forse il gruppo ha bisogno proprio di Mel, il messaggio appare più dichiarato che conquistato.
Se Spa Weekend riesce comunque a strappare qualche risata, il merito è soprattutto delle sue protagoniste. Leslie Mann si muove con sicurezza nei panni della donna impacciata, nevrotica ma adorabile, mentre Michelle Buteau porta energia e personalità a Coco.
Fisher, come detto, è quella che riesce più spesso a prendersi la scena, soprattutto grazie alla fisicità e all'energia completamente fuori controllo di Mel. Faris, invece, mostra un lato più contenuto, anche se proprio questo fa rimpiangere le occasioni in cui ha potuto sfruttare maggiormente la sua eccentricità.
Il film funziona quando lascia spazio alla comicità surreale: golf cart rubati, capre liberate nel resort e situazioni sempre più assurde riescono a creare momenti genuinamente divertenti. Meno efficace è invece la parte emotiva, spesso troppo superficiale per trasformare il caos in qualcosa di davvero memorabile.
Alla fine, Spa Weekend è una commedia piacevole ma tutt'altro che rivoluzionaria. Il confronto con titoli come Bridesmaids, Girls Trip e Bad Moms è inevitabile, anche perché il film sembra costruito proprio sulla stessa formula: un gruppo di donne, un'occasione per lasciarsi andare e una lunga serie di disastri.
Solo che questa volta il cocktail è decisamente meno esplosivo. Il cast fa il possibile per ravvivare una sceneggiatura che raramente sorprende e il risultato può funzionare per una serata leggera tra amici, soprattutto per chi ama le commedie R-rated al femminile.
Per tutti gli altri, aspettare lo streaming potrebbe essere la soluzione più rilassante. Dopotutto, è pur sempre una Spa Weekend.
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