Le difficoltà del legame padre figli, in bilico tra amore, senso di colpa e desideri mai rivelati, saranno i temi protagonisti di I figli della scimmia. Stiamo parlando del primo lungometraggio diretto da Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio.
Qui vedremo il celebre attore immerso in una storia familiare intima e complessa. Il film osserva da vicino le fragilità di un padre che si ritrova costretto a confrontarsi con un sentimento scomodo: l’idea di poter amare e comprendere più facilmente i figli degli altri piuttosto che il proprio.
I figli della scimmia sarà presentato in concorso nella sezione Orizzonti dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia e promette di offrire una preziosa chiave di lettura sull’essere genitori oggi, la disabilità e le dinamiche familiari. Scopriamo insieme tutti i dettagli.
La trama di I figli della scimmia segue le intricate vicende di una famiglia. Dario, interpretato da Riccardo Scamarcio, è il padre di un bambino con disabilità.
La sua vita è organizzata in funzione del figlio, bisognoso di molte cure. L’uomo vive un’esistenza il cui equilibrio si regge sul filo del rasoio. Tutto cambia quando Dario stringerà un profondo legame con suo nipote adolescente, il figlio di suo fratello.
Tra i due nasce una complicità intensa e profonda. Con il ragazzo Dario ha un rapporto apparentemente più semplice da gestire, più spontanea e gratificante rispetto a quello che ha purtroppo con suo figlio.
Progressivamente, l’uomo comincia a vedere nel nipote il figlio che avrebbe sempre voluto, carico di sensi di colpa. Senza rendersene conto assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere e che non è riuscito a diventare per suo figlio.
Il nuovo legame affettivo tra zio e nipote si trasforma ben presto in un gioco di proiezioni sempre più pericoloso. Dario non si rende conto di trasferire sull’adolescente le sue aspettative, i suoi rimpianti e i suoi desideri inespressi.
Nella famiglia così nasce un aspro conflitto, determinato da una frattura interiore destinata a crescere nel tempo.
Una piccola curiosità extra: il titolo del film si ispira a una fiaba di Esopo che racconta la storia di una scimmia, madre di due cuccioli. L’animale nutre e protegge soltanto il suo piccolo preferito, mentre sembra dimenticarsi dell’altro. Nel film questa la metafora diventa il simbolo del conflitto tra il vero figlio di Dario e quello ideale - suo nipote - tra rassegnazione e rimpianti.
La stella indiscussa della pellicola è senza dubbio Riccardo Scamarcio, qui chiamato a interpretare il ruolo di un padre tormentato e fragile, alle prese con il rapporto più difficile della sua vita: quello con suo figlio. Dario infatti è un personaggio lontano dagli stereotipi del padre modello, rassicurante e perfetto: la sua è una figura ambigua, dalle mille sfumature, capace di suscitare empatia e disagio allo stesso tempo.
Completano il cast di I figli della scimmia Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Andrea Aggio e Luigi Diberti.
La regia della pellicola porta la firma di da Tommaso Landucci, il quale ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Damiano Femfert. La produzione è di Lungta Film, Lebowski e Mosaicon Film.
Il film d’esordio di Tommaso Landucci sarà presentato in concorso nella sezione Orizzonti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026.
I figli della scimmia arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 17 settembre 2026, con la distribuzione di Medusa Film. Al momento non sono ancora state annunciate informazioni ufficiali sul possibile lancio sulle principali piattaforme di streaming.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *