Un'inchiesta del quotidiano Haaretz sostiene che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero avvertito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, giorni prima del 7 ottobre 2023, della preparazione di una vasta operazione da parte di Hamas. Secondo il rapporto, anche l'Egitto avrebbe trasmesso a Netanyahu un avvertimento sulla preparazione di una "grande operazione". L'ufficio del primo ministro israeliano ha respinto categoricamente le accuse, definendole una "menzogna totale".
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, avrebbe telefonato al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, una settimana e mezza prima dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e avrebbe informato il premier che Hamas stava pianificando un'operazione di vasta portata. Lo ha riportato il quotidiano Haaretz, che ha rivelato la notizia in un'inchiesta pubblicata l'8 settembre 2026.
Il quotidiano ha riportato che, pochi giorni prima dell'attacco, anche l'allora capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, avrebbe informato Netanyahu della preparazione di una "grande operazione".
Tuttavia, gli avvertimenti non sarebbero stati comunicati alle agenzie di sicurezza israeliane.
Secondo quanto riportato da Haaretz, il presidente degli Emirati Arabi Uniti avrebbe avuto una conversazione telefonica di circa 45 minuti con Netanyahu. Durante la telefonata, il presidente emiratino avrebbe espresso preoccupazione per un'operazione pianificata da Yahya Sinwar, leader di Hamas successivamente ucciso da Israele. Avrebbe inoltre avvertito che l'attacco avrebbe potuto provocare un elevato numero di vittime, ma avrebbe messo in guardia anche sulle possibili conseguenze politiche e sulla stabilità dell'intera regione, compresi gli Accordi di Abramo, ovvero il processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e diversi paesi arabi. Nel 2020, gli Emirati Arabi Uniti hanno stabilito relazioni diplomatiche con Israele nell'ambito degli Accordi di Abramo, promossi e mediati dall'amministrazione statunitense durante il primo mandato di Donald Trump.
Haaretz, citando principalmente fonti anonime, sostiene che il premier israeliano avrebbe reagito con calma all'avvertimento.
Nell'attacco del 7 ottobre 2023, sono state uccise 1.200 persone e altre 251 sono state prese in ostaggio.
L'ufficio del primo ministro israeliano ha respinto categoricamente le accuse.
L'ex comandante militare ed ex ministro, Gadi Eisenkot, ha affermato in una lunga dichiarazione su X che "il pubblico israeliano merita di sapere cosa è successo prima, durante e dopo il massacro del 7 ottobre".
Il leader del partito Yashar, Eisenkot, emerso come rivale di Netanyahu in vista delle prossime elezioni del 27 ottobre, ha inoltre affermato che "una commissione d'inchiesta statale sarà istituita immediatamente dal prossimo governo".
הודעה משותפת לראשי מחנה השינוי בתגובה לחשיפה הבוקר:
— Gadi Eisenkot - גדי איזנקוט (@gadi_eisenkot) September 8, 2026
לציבור בישראל מגיע לדעת מה קרה לפני, במהלך ולאחר טבח השבעה באוקטובר. ועדת חקירה ממלכתית תקום מיידית בממשלה הבאה.
זוהי חובת ההנהגה לאזרחיה. נתניהו, די לשקרים; הציבור הישראלי זכאי לדעת: מה ידעת, ומתי ידעת?
החשיפה המטלטלת הבוקר…
L'ex premier israeliano, Naftali Bennett, ha affermato su X:
"Se non sostituiamo questo governo, non conosceremo mai la verità, che verrà rivelata solo da una commissione d'inchiesta statale, perché ne impediscono l'istituzione per paura di scoprire la terribile verità. Tra 50 giorni, tutto questo cambierà", ha dichiarato Bennett.
הפרסום הבוקר לפיו נתניהו הוזהר עשרה ימים לפני טבח השבעה באוקטובר על כוונותיו של סינוואר - אמת.
— Naftali Bennett נפתלי בנט (@naftalibennett) September 8, 2026
נתניהו נושא באחריות אישית וישירה למחדל שהביא למותם של אלפי ישראלים במשמרת שלו.
ההתעלמות שלו מהאזהרות היא רשלנות פושעת ולכן הוא עושה הכול כדי למנוע הקמת ועדת חקירה ממלכתית שתחשוף את…
Gli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid hanno unito le forze contro Netanyahu in vista delle elezioni di ottobre.
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