C'è un nuovo indagato, Andrea Sempio. C'è un condannato in via definitiva che si è sempre proclamato innocente, Alberto Stasi, secondo i pm che oggi lavorano al caso effettivamente estraneo al delitto. In mezzo, accertamenti tecnici, scontri tra esperti e un dibattito pubblico che si fa sempre più acceso.Tag24 ne ha parlato con il giornalista d'inchiesta Marco Gregoretti.
Per Gregoretti, il dibattito pubblico sul caso avrebbe stimolato quello che chiama "l'algoritmo del male". "Si sono creati degli schieramenti, e da una parte e dall'altra si insiste con cattiverie gratuite", spiega il giornalista, secondo cui chi insulta, litiga o accusa, soprattutto sui social, rischia di diventare "inconsapevolmente vittima del meccanismo" che guida Google. Un clima che investe anche gli "addetti ai lavori": giornalisti, consulenti. "Non sappiamo neanche più quale sia l'oggetto", il focus, sostiene Gregoretti.
I rischi sono diversi. Innanzitutto, "non si parla più del delitto, né di tutti gli aspetti collaterali che sono emersi", afferma il giornalista. "Si discute non per confrontarsi, per acquisire elementi, ma per avere ragione: questa è la cosa peggiore che si possa fare alla vittima".
Altro rischio riguarda la possibilità di non riuscire più a distinguere gli elementi con un reale peso investigativo da quelli che vengono amplificati mediaticamente (non sempre dirimenti). Cosa che nuoce alla ricerca della verità e della giustizia (benché la Procura continui nel frattempo a fare il suo lavoro).
Sul fronte dell'inchiesta, si aspetta il 28 settembre, termine indicato per gli accertamenti suppletivi disposti dai pm dopo il deposito delle consulenze della difesa di Andrea Sempio. Gregoretti si aspetta "sorprese". Innanzittutto, dice, "la Procura potrebbe chiedere una proroga". Aggiunge poi: "Mi aspetto anche altri indagati, sia per il delitto che per altre questioni che hanno a che fare con il contesto".
In effetti, l'avvocato Giuseppe Sodano aveva confermato in un'intervista a Tag24 che il capo di imputazione "è nella piena disponibilità dell'organo dell'accusa" e può quindi subire modifiche "fino alla conclusione del relativo processo". Il presupposto è che emergano nuovi elementi. Quanto ad Alberto Stasi, la cui difesa è al lavoro per una nuova richiesta di revisione del processo, Gregoretti si mostra ambivalente.
"Secondo me non arriveremo a revisione - sostiene - anche se me lo auguro per lui e anche per un senso di giustizia. Che sia stato condannato non oltre ogni ragionevole dubbio - conclude - è una certezza, al di là dell'idea che ognuno possa essersi fatto sulla sua innocenza o sull'innocenza o colpevolezza di Sempio".
L'intervista completa al giornalista Gregoretti sul canale Youtube di Tag24.
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