Le immagini restano lì, a ricordare sia in rete che sui tg, il terribile schianto di Mestre. Per ora 21 le vittime, delle quali solo 7 identificate, e 15 i feriti. L'autobus, modello E12 della cinese Yutong, sembra appoggiarsi al guardrail per poi finire oltre, per cause ancora tutte da accertare, e precipitare. Del veicolo elettrico resta ora soltanto uno scheletro sull'asfalto.
Erano marchiati Yutong anche i 100 bus (inizialmente) acquistati dalla Gtt-Gruppo Torinese Trasporti nel 2020. Un ordine da più di 50 milioni di euro tra costi dei veicoli, della manutenzione degli stessi e dei ricambi che, però, nell'ottobre di quell'anno fu annullato. Il 10 ottobre di tre anni fa, in un post su Facebook l'azienda piemontese infatti scrisse:
BYD, altra azienda cinese. Dunque esclusa la Yutong, e non per le ragioni che si lessero ai tempi tipo la presunta rassicurazione che i mezzi sarebbero stati assemblati in nave. A due anni di distanza, una nuova notizia per il trasporto pubblico torinese. Era infatti il 6 luglio del 2022, quando l'Ansa, dal capoluogo piemontese, annunciava:
E prima:
Tag24 ha chiesto lumi a Maria Lapietra, assessore a Viabilità e Trasporti nella vecchia giunta Appendino: "Da quanto mi riferisce la direzione di Gtt, che comunque non è una società partecipata del Comune di Torino, all'epoca il concorrente venne escluso per via di un difetto nei requisiti giuridici della società ausiliaria italiana che si occupò di fare da tramite nella gara (Ares Automotive, ndr). Secondo Gtt non aveva i requisiti idonei né amministrativi né giuridici. Col tempo, Yutong ha cambiato ausiliaria e ha potuto partecipare".
"L'esclusione non dipese quindi da una questione di sicurezza - conclude l'ex assessore - Non oso immaginare cosa abbiano vissuto quelle persone a Mestre. Speriamo non sia stato dovuto all'autobus".