Non un suicidio, ma un possibile omicidio. Emergono nuovi, significativi dettagli sul caso di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata cadavere il 5 gennaio 2022.
Il suo corpo, rinvenuto tra le sterpaglie del boschetto dell'ex ospedale psichiatrico San Giovanni, era avvolto in due sacchi neri per la spazzatura, con la testa coperta da due sacchetti alimentari più piccoli. Un mistero lungo oltre tre anni a cui cerca di dare una risposta la super perizia richiesta dalla Procura dopo la riesumazione del cadavere.
I risultati dell'autopsia bis- nell'ambito di una seconda inchiesta per omicidio aperta nel 2023, dopo una prima per suicidio che stava per essere archiviata- sono stati depositati nella notte tra venerdì 28 febbraio e sabato 1 marzo 2025. Secondo indiscrezioni riportate da Il Messaggero, Lily potrebbe essere stata soffocata.
Stando a quanto riportato dalle testate del gruppo Caltagirone, la super perizia chiarirebbe che Liliana Resinovich è morta sì per uno scompenso cardiaco acuto, come già chiarito dalla prima autopsia, ma scatenato da un'"asfissia causata da terzi".
La donna, quindi, non si sarebbe suicidata, come ipotizzato in un primo momento: bensì sarebbe stata uccisa. Sempre secondo i risultati dell'esame affidato all'antropologa forense Cristina Cattaneo, la frattura presente alla vertebra T2 (non rilevata dalla prima TAC eseguita sul cadavere) sarebbe compatibile con un movimento brusco "a seguito di una pressione con un braccio".
Il nuovo scenario parla quindi di un'aggressione (considerando anche le ferite sul volto, già evidenziate anche in precedenza) terminata con il soffocamento. Ma a opera di chi?
Di un possibile omicidio ha parlato anche la trasmissione Quarto Grado, nella puntata andata in onda pochi giorni fa, così come l'"amico speciale" della donna, Claudio Sterpin.
In un'intervista rilasciata a Pomeriggio Cinque venerdì 28 febbraio, l'uomo ha infatti parlato di un cuscino sparito dalla casa in cui Liliana viveva insieme al marito, Sebastiano Visintin. Affermando inoltre di essere sicuro che la donna sia stata prima "pestata da qualcuno" e poi soffocata, appunto, con un cuscino.
Il Messaggero riporta inoltre che la data della morte di Liliana Resinovich, secondo gli esperti, sarebbe avvenuta il 14 dicembre. Ossia il giorno stesso della scomparsa.
Gli esami effettuati in precedenza, invece, avevano stimato il decesso circa 48-62 ore prima del ritrovamento del cadavere. Secondo l'analisi sperimentale del microbiota (un germe che vive solo in ambienti freddi), effettuata negli Stati Uniti, il corpo della donna potrebbe essere stato prima congelato e poi collocato nel boschetto.
Un punto che verrà ulteriormente approfondito dal gip Luigi Dainotti, cheha riaperto le indagini. Se davvero Lily è stata uccisa, significa che c'è un assassino ancora a piede libero.