Il prossimo 13 marzo arriva nelle sale cinematografiche "La città proibita", il nuovo film di Gabriele Mainetti che arriva a 10 anni dall'opera prima ormai cult "Lo chiamavano Jeeg Robot" (7 David di Donatello, 2 Nastri d'Argento, 4 Ciak d'Oro e il Globo d’Oro). In mezzo c'è stato "Freaks Out" (nel 2021, 16 nomination ai David di Donatello 2022, vincendo 6 statuette, e 3 Nastri d’Argento) e quindi è tanta l'attesa per il terzo lavoro del regista romano. Alte le aspettative. Tanto alte. Non potrebbe essere altrimenti.
Il passato di Mei, una misteriosa ragazza cinese, la porta a Roma, sulle tracce della sorella scomparsa. Nel quartiere Esquilino, il suo destino si intreccia con quelli di Marcello e Lorena, che lottano per tenere in piedi il loro ristorante, minacciato dai debiti e dall'ombra di un abbandono. Insieme, devono affrontare nemici e pregiudizi radicati, mentre un legame inaspettato nasce tra vendetta e amore.
Volti noti ed emergenti nel cast danno vita a personaggi complessi e affascinanti, promettendo emozioni e colpi di scena. E tanta, ma tanta azione. Enrico Borello interpreta Marcello, un cuoco romano che lotta per salvare il ristorante di famiglia, oppresso dai debiti e dall'abbandono del papà. Accanto a lui, la talentuosa Yaxi Liu veste i panni di Mei, una donna forte e coraggiosa.
Marco Giallini dà vita ad Annibale, un personaggio ambiguo e intrigante, mentre Sabrina Ferilli interpreta Lorena, la mamma di Marcello, una donna complessa ma non complicata che combatte per proteggere la sua famiglia. Il cast si arricchisce ulteriormente con la presenza di Chunyu Shanshan nel ruolo di Mr. Wang, un uomo d'affari cinese con un ruolo chiave nella storia, e di Luca Zingaretti nei panni di Alfredo, il padre di Marcello, un fantasma che quando appare in carne ed ossa sconvolge la vita di tutti. Ecco il trailer ufficiale:
Il titolo provvisorio del film (una produzione Wildside, una società del Gruppo Fremantle, Piper Film e Goon Films) era "Kung-Fu all'amatriciana", non a caso. Il nostro potrebbe essere "Kill Bill ambientato all'Esquilino". Gabriele Mainetti torna a stupire con "La città proibita", un film che è un mix esplosivo di kung fu, azione, romanticismo e ironia, ambientato nel cuore multietnico di Roma nel quartiere Esquilino. Mainetti, cinefilo dichiarato, dimostra ancora una volta la sua passione per il cinema di genere, in particolare per il kung fu, con scene di combattimento che richiamano l'estetica di "Kill Bill".
Come sempre, riesce a portare elementi del cinema di genere internazionale nel contesto romano, creando un connubio unico. Il tutto accompagnato dalla fotografia di Paolo Carnera che esalta la bellezza della Capitale.
Mainetti mischia sapientemente azione e commedia, creando un ritmo incalzante e coinvolgente. Le scene di combattimento sono coreografate con maestria, anche se in alcuni potrebbero essere più brevi. Soprattutto per chi non piace troppa azione, si sarebbe potuto tagliare qualcosa.
I combattimenti però si alternano al romanticismo e all'ironia: in alcune situazioni è davvero impossibile non fare una risata di cuore. Come di cuore sono anche tutti i protagonisti di questa storia. Che lottano sì, ma perché hanno come minimo comune denominatore l'amore. Di qualsiasi tipo. Che sia un amore di tipo fisico, sentimentale, familiare, per la propria cultura.
Per l'appunto la chimica tra i protagonisti e la loro capacità di comunicare al di là delle barriere linguistiche sono un focus della trama. Dopo Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, per la terza volta Mainetti riuscirà a conquistare il pubblico. Restiamo in attesa di vedere i numeri al botteghino tra qualche settimana.
Ph. Andrea Pirrello