L’approfondimento dedicato al caso del naufragio del Bayesian è stato al centro di una puntata di "Incidente Probatorio. Cronache d’estate", il programma condotto da Beatrice Maria Merolla sul canale 122. In studio, a discutere una delle tragedie marittime più discusse degli ultimi anni, si sono confrontati la criminologa Federica Di Pietrantonio, l’avvocata Vincenza Saltarelli, il comandante e perito navale Roberto Nencioni, il criminologo Giovanni De Ficchy e la giornalista Rossella Pera.
La vicenda, che ha visto la morte di sette persone e il salvataggio di quindici superstiti, continua a sollevare dubbi e domande. Tra le vittime figura il proprietario del veliero, l’imprenditore britannico Mike Lynch, e sua figlia Hannah, diciottenne promessa studentessa di Oxford, il cui corpo è stato l’ultimo a essere recuperato. I sopravvissuti sono stati tratti in salvo grazie all’intervento della nave olandese Sir Robert Baden Powell, comandata da Karsten Borner, che li ha condotti a terra subito dopo il disastro.
Un dettaglio che ha attirato subito l’attenzione è che la furiosa tempesta che avrebbe provocato l’affondamento del Bayesian non ha minimamente scalfito l’imbarcazione olandese, molto più piccola e leggera. Una circostanza che, come hanno sottolineato più volte gli ospiti del programma, appare difficile da spiegare e rende ancora più intricata la ricostruzione dei fatti.
La Procura di Termini Imerese, guidata dal procuratore Ambrogio Cartosio, ha avviato un’inchiesta ipotizzando i reati di naufragio, disastro, omicidio plurimo e lesioni colpose.
Nel corso del programma, il comandante Roberto Nencioni ha osservato che le condizioni meteorologiche di quella notte, pur critiche, erano state previste e non sarebbero dovute essere proibitive per un’imbarcazione come il Bayesian. Secondo lui, la rapidità con cui la nave è affondata fa pensare a una combinazione di errori umani, fatalità e alla violenza della tromba marina che si abbatté sul veliero. La giornalista Rossella Pera ha aggiunto un dettaglio emerso dalle autopsie: le vittime non sono morte per annegamento, ma per soffocamento, un dato che apre nuovi scenari su cosa sia realmente accaduto nei momenti immediatamente precedenti al naufragio.
Il recupero del relitto, avvenuto solo a fine giugno 2025, è stato complesso. Come ha spiegato Nencioni, la profondità e le difficoltà tecniche rendevano impossibile intervenire subito, e a ciò si sono aggiunti i tempi necessari per autorizzazioni e questioni assicurative. Adesso che la nave è stata riportata in superficie, sarà possibile analizzare le cabine, le casseforti e gli hard disk di bordo per ricostruire la dinamica dei fatti.
Sul fronte delle responsabilità, l’avvocata Vincenza Saltarelli ha sottolineato come, al momento, le accuse siano rimbalzate da un soggetto all’altro senza che emerga una versione univoca. Gli indagati sono il comandante, l’ufficiale di macchina (accusato di non aver chiuso per tempo i portelloni) e un marinaio che non avrebbe segnalato la tempesta imminente. La nave, tuttavia, non mostrava falle evidenti e resta da chiarire come l’acqua sia potuta penetrare tanto rapidamente.
Il criminologo Giovanni De Ficchy ha ricordato che, fin dalle prime ore successive all’evento, si sono diffuse numerose ipotesi di complotto, alimentate anche da alcuni dati tecnici. Un anemometro ritrovato a bordo segnalava raffiche di vento superiori ai 60 nodi, con un picco di 70 poco prima dell’affondamento: valori che avrebbero causato un forte sbandamento e un possibile allagamento repentino della sala macchine. Anche la criminologa Federica Di Pietrantonio ha notato che la presenza a bordo di personalità di spicco ha reso inevitabili sospetti e teorie cospirative, pur invitando alla prudenza. Secondo lei, più che un complotto, si deve guardare agli errori di gestione dell’equipaggio e alla sottovalutazione dei segnali di pericolo.
Con il relitto a disposizione degli inquirenti, sarà ora possibile verificare se i tempi della ricostruzione siano corretti o se la nave fosse già allagata prima dello sbandamento finale. Si tratta, per ora, soltanto di ipotesi. Saranno le perizie tecniche a stabilire la verità, in una vicenda che ha già assunto i contorni di un intricato romanzo giudiziario e che continuerà a far discutere a lungo.