29 Nov, 2025 - 11:52

Atalanta – Fiorentina: com’è lontano quel 1–7 del 1964, cara Viola…

Atalanta – Fiorentina: com’è lontano quel 1–7 del 1964, cara Viola…

Ci sono partite che non appartengono soltanto alla storia del calcio, ma alla memoria collettiva dei tifosi. Sfide che restano scolpite nel tempo, capaci di raccontare un’epoca e l’identità di una squadra meglio di mille parole.

Per la Fiorentina, una di quelle notti indimenticabili ha una data precisa: 2 febbraio 1964. Il teatro dell’impresa fu Bergamo; protagonista assoluta, la Viola, capace di travolgere l’Atalanta con un risultato che ancora oggi riecheggia come un simbolo di gloria: 1–7.

Oggi però, le difficoltà in cui versa la squadra viola — ultima in Serie A con 6 punti, e siamo soltanto alla 13ª giornata — spingono i tifosi a guardare con nostalgia ai tempi passati, o comunque alla serenità di pochi mesi fa.

La distanza tra le due squadre non è enorme in termini di classifica, ma le situazioni che le caratterizzano in questa prima parte di stagione ci portano a pensare che nulla possa far presagire un risultato simile a quello di 61 anni fa. Domenica 30 novembre 2025, se la Fiorentina dovesse uscire indenne da Bergamo, cioè senza una sconfitta, avrebbe già compiuto mezza impresa.

2 Febbraio 1964: in quel giorno la Fiorentina dominò Bergamo

Allo Stadio Comunale di Bergamo, la Fiorentina scese in campo con una sicurezza feroce, con la fame di chi sapeva di poter dettare legge. E la partita lo confermò fin dai primi minuti: dopo appena dieci giri di orologio arrivò il primo gol. Passarono solo altri sette minuti e il tabellone si aggiornò di nuovo: 0–2.

I padroni di casa provarono a reagire, ma quel pomeriggio fu scritto per essere un monologo viola. L’Atalanta riuscì a trovare un’unica rete, insufficiente però per invertire l’inerzia di una sfida completamente in mano agli uomini di Firenze.

Hamrin, il gigante che riscrisse la storia

Se il risultato è ricordato ancora oggi, gran parte del merito va attribuito a un nome che i tifosi viola non dimenticheranno mai: Kurt Hamrin. L’attaccante svedese trasformò la partita in una personale esibizione di talento e cinismo sotto porta: cinque gol in novanta minuti.

Un’impresa clamorosa anche per gli standard dell’epoca, e un record rimasto scolpito nella storia del club. Quella giornata elevò Hamrin nell’Olimpo dei bomber della Fiorentina e consegnò ai tifosi un simbolo eterno di grandezza.

Un risultato che pesa ancora nella rivalità

Il 1–7 di Bergamo non è solo una goleada. È un ricordo che continua a vivere nella rivalità sportiva tra le due squadre, un riferimento costante nelle sfide tra Atalanta e Fiorentina, un frammento di storia che i tifosi viola riportano alla mente nei momenti più difficili, come a dire: "guardate cosa siamo stati, guardate cosa possiamo tornare a essere".

Un’eco che attraversa i decenni

Oggi, quando la Fiorentina affronta l’Atalanta, inevitabilmente quella data torna a sussurrare nella memoria: com’è lontano quel 1–7 del 1964…, ma il fascino di quella vittoria non è mai svanito. È un ricordo romantico, quasi mitologico, che appartiene alle leggende del calcio italiano e che continua a scaldare il cuore dei tifosi viola.

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