Quando nel 1985 uscì "Commando", nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato un cult degli action anni Ottanta, con esplosioni, mitragliatrici, e un Arnold Schwarzenegger pronto a scatenare il caos per salvare sua figlia.
Quel film ha fatto la storia del genere - tra frasi cult, inseguimenti impossibili e una vendetta senza pietà. Ma cosa succede davvero? Chi è l’eroe? Dove si svolge la storia? E come finisce, esattamente?
Se sei pronto, allaccia la cintura e scopri con me tutto su "Commando" - plot, finale, location e dietro le quinte che forse non conoscevi.
Nel cuore di "Commando" troviamo il colonnello delle Forze Speciali USA John Matrix, interpretato da Schwarzenegger: un uomo che ha deciso di lasciare l’età da soldato per rifugiarsi insieme alla figlioletta Jenny in una casa sperduta tra le montagne, cercando di vivere una vita tranquilla e semplice.
Ma il passato non perdona: dopo un avvertimento del suo ex generale, molti membri della sua vecchia unità vengono uccisi uno dopo l’altro.
Prima ancora di rendersene conto, John viene attaccato a sorpresa, le sue guardie vengono eliminate, e Jenny viene rapita da un gruppo di mercenari guidati da un ex compagno di squadra traditore - Bennett - su ordine di un tiranno ex dittatore, Arius.
Il ricatto è brutale: se John vuole rivedere la figlia viva, deve assassinare un presidente per permettere il ritorno al potere di Arius. Ma Matrix non è tipo da chinare la testa. Fuggito da un aereo in volo, scatta una caccia contro il tempo: poche ore per salvare Jenny, già prigioniera su un’isola.
Aiutato da una hostess, la giovane Cindy (la bella presenza che mette il turbo a tutto), John parte all’attacco. Tra armerie saccheggiate, inseguimenti in auto, fuoco e sangue, la guerra inizia.
Quando "Commando" si chiude, lo fa con un’escalation di violenza e adrenalina degna di un videogioco anni '80 - e con la classica, soddisfacente dose di giustizia definitiva. John Matrix irrompe nella villa di Arius sull’isola dove sua figlia è prigioniera.
Dopo aver eliminato l’esercito privato del tiranno, affronta Arius e i suoi mercenari. Gordon finisce con un fucile a canne mozze, gli altri cadono fra pistole, mine e ruote di elicotteri.
Ma non è finita: l’antagonista Bennett, motore dell’intera tragedia, viene raggiunto da Matrix e ucciso brutalmente - trafitto con un tubo durante uno scontro corpo a corpo. Poco dopo, arriva l’esercito del generale Franklin Kirby pronto a intervenire, ma John rifiuta l’offerta di rientrare nell’esercito.
Prende sua figlia Jenny, ringrazia la hostess Cindy per l’aiuto… e vola via dall’isola su un idrovolante. Il messaggio finale è chiaro, urlato fra fucili ed esplosioni: per Matrix questa è stata l’ultima missione.
Una chiusura in grande stile, perfetta per sigillare vendetta, amore paterno e la redenzione di un ex soldato che non voleva più fare la guerra.
Anche se l’ambientazione del film rimanda a paesaggi naturali e isole sperdute, molte scene sono state girate in location ben precise.
La casa di John e la sua vita "ritirata" si immaginano tra le montagne, mentre l’azione si sposta su aerei, palazzine, centri commerciali e infine su un’isola tropicale - un mix perfetto tra l’America rurale e un’atmosfera exotica, tipica dei B‑movie anni Ottanta.
Il film, diretto da Mark L. Lester, è stato pensato per essere un action "puro e duro": lo sceneggiatore Jeph Loeb ha ammesso che la sceneggiatura è stata adattata su misura per Schwarzenegger e la sua fisicità, ridisegnando alcune scene e dialoghi per aumentarne l’impatto.
Tra armerie saccheggiate, palazzi in rovina, idrovolanti e un’estetica da "muscoli + mitragliatrici + esplosioni", "Commando" è diventato un classico: grazie anche a location credibili e un ritmo serrato che non lascia scampo.
Certo, "Commando" non vanta una sceneggiatura di fine pregio, e molti critici all’epoca lo hanno definito un film "banaluccio, con scene improbabili e una violenza esagerata".
Ma per chi ama il cinema action anni '80 - esplosioni grandiose, frasi da film d’azione, un eroe di plastica ma con cuore - "Commando" è un perfetto concentrato di adrenalina e citazioni cult. Come ricorda Rotten Tomatoes:
E allora, tra auto che schizzano, pallottole infinite e un’ultima riga che promette "mai più missioni", "Commando" diventa un rito di passaggio per ogni appassionato di cinema action - un capolavoro degli eccessi che non pretende realismo, ma intrattenimento puro.
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