Il calcio bulgaro piange uno degli sportivi più celebri del Paese. Dimitar Penev, storico commissario tecnico della nazionale, ha lasciato un segno indelebile con le sue imprese sul campo. La sua Bulgaria raggiunse le semifinali dei Mondiali 1994 negli Stati Uniti, risultato che lo ha iscritto di diritto nell'élite di questo sport.
Prima di diventare allenatore, Penev era stato un ottimo difensore e punto fermo del CSKA Sofia e della nazionale bulgara. Una vera e propria leggenda dentro e fuori dal campo, che i tifosi faticheranno a dimenticare. Ma come è morto Dimitar Penev? Ripercorriamo insieme gli ultimi attimi della sua vita.
Dimitar Penev si è spento all’età di 80 anni. La Federazione calcistica bulgara ha annunciato la sua morte, spiegando che Penev lottava da tempo contro una lunga malattia. La notizia ha suscitato grande commozione in Bulgaria e nel mondo del calcio, con diversi colleghi che hanno omaggiato il ricordo di un campione senza tempo.
Penev ha iniziato a giocare da difensore, diventando uno dei più grandi del suo Paese. Con il CSKA Sofia ha collezionato 364 presenze e segnato 25 gol, vincendo 13 trofei nazionali. Eletto due volte miglior calciatore bulgaro (1967 e 1971), ha disputato tre Coppe del Mondo con la nazionale totalizzando oltre 90 presenze.
Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 1977, ha intrapreso la carriera da allenatore. Da commissario tecnico ha saputo stupire, raggiungendo la storica semifinale Mondiale del 1994, massimo traguardo della Bulgaria ancora oggi.
Penev è sempre stato riservato sulla sua vita privata. Era molto legato alla famiglia: l'ex ct aveva vissuto momenti difficili per la salute del nipote Ljuboslav, ex attaccante a cui era stato diagnosticato un tumore al testicolo.
Nonostante le difficoltà, Penev ha sempre mantenuto un profilo discreto concentrandosi unicamente sul calcio. Punto di riferimento per giovani calciatori e tifosi, lascia un’eredità destinata a tramandarsi di generazione in generazione.
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