Cinque proiettili sono stati esplosi nelle scorse ore contro la sede della Cgil del quartiere Primavalle a Roma. Un'episodio che riporta alla memoria stagioni che si speravano definitivamente archiviate.
Il raid intimidatorio è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Gli inquirenti intervenuti sul posto hanno rinvenuto i fori di cinque proiettili sulla facciata dell'edificio che ospita la sede del sindacato nel quartiere popolare nella zona nord-ovest della Capitale. Uno per ciascuna delle vetrate e delle serrande.
Nessun ferito è stato registrato, ma il messaggio - chiaro e allarmante - è arrivato dritto ai destinatari facendo scattare immediatamente le indagini delle Forze dell'Ordine volte anche a risalire alla matrice dell'atto intimidatorio.
L’episodio ha suscitato una reazione immediata e trasversale nel mondo politico. Al di là delle appartenenze, il gesto è stato unanimemente condannato come un attacco non solo a un’organizzazione sindacale, ma a un presidio fondamentale della democrazia e della legalità.
La preoccupazione cresce anche per il contesto in cui l’atto si inserisce: un clima politico e sociale sempre più polarizzato, nel quale riaffiorano segnali di radicalizzazione e violenza, non da ultima l'aggressione a colpi di spranghe subita quasi nelle stesse ore da 4 militanti di Gioventù Nazionale nel quartiere Tuscolano.
Secondo quanto ricostruito fino a questo momento dagli inquirenti, i quattro giovani sono rimasti vittima di un agguato in piena regola mentre affiggevano alcuni manifesti sulle celebrazioni di Acca Larenzia, in programma nel pomeriggio del 7 gennaio.
Il segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini, si è recato questa mattina in visita a Primavalle è ha lanciato un allarme a tutte le forze politiche e sindacali del Paese.
Landini spiega che negli ultimi anni, dopo l'episodio dell'assalto alla sede nazionale della CGIL a Roma, si sono registrati molti raid vandalici contro le sedi del sindacato in giro per l'Italia, ma quanto accaduto a Primavalle rappresenta un fatto ancora più grave:
Ha dichiarato il leader sindacale che poi ha concluso:
Dal centrosinistra sono arrivate parole durissime. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha definito quanto accaduto a Primavalle “un gesto di gravità inaudita”.
Sparare contro la sede di un sindacato, ha sottolineato, è un atto inaccettabile che colpisce uno dei pilastri della vita democratica del Paese.
Schlein ha espresso solidarietà al segretario generale della Cgil Maurizio Landini e al segretario romano Natale Di Cola, richiamando al tempo stesso la necessità di “alzare la guardia” di fronte a segnali così pericolosi.
I sindacati, ha ribadito, sono presìdi di democrazia e di difesa dei diritti, e nessuna intimidazione potrà metterne in discussione il valore.
Sulla stessa linea il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, che ha parlato di un episodio “inquietante”, destinato ad allarmare l’intera comunità politica. Boccia ha collegato l’attacco alla Cgil a un contesto più ampio, segnato – a suo avviso – dal riemergere di un clima che rischia di riportare il Paese verso “stagioni oscure e pericolose”.
Per questo, ha insistito, la politica tutta ha il dovere di condannare senza ambiguità ogni forma di violenza, esprimendo vicinanza a chi ogni giorno rappresenta un presidio territoriale di legalità e tutela dei lavoratori.
Anche Carlo Calenda, leader di Azione, ha espresso la propria solidarietà alla Cgil, definendo l’accaduto un “grave e inaccettabile gesto intimidatorio”. Un messaggio breve ma netto, che rafforza l’idea di una condanna condivisa all’interno dell’area progressista e riformista.
Ferma e altrettanto chiara la presa di posizione del centrodestra, arrivata tuttavia solo da Forza Italia, che ha parlato con più voci, tutte concordi nel definire l’episodio come un atto violento e indegno.
La capogruppo capitolina Rachele Mussolini e il consigliere comunale Francesco Carpano hanno espresso “piena e totale solidarietà” alla Cgil di Primavalle, sottolineando come i fori di proiettile rinvenuti abbiano “evidenti scopi intimidatori”.
Un gesto, hanno affermato, che nulla ha a che fare con i valori di democrazia e civiltà che dovrebbero guidare il confronto pubblico.
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, che ha definito l’atto “gravissimo”, frutto di un clima avvelenato incompatibile con una società civile. Barelli ha auspicato che i responsabili vengano rapidamente individuati e assicurati alla giustizia, ribadendo la solidarietà del suo gruppo parlamentare al sindacato.
Parole altrettanto nette sono arrivate da Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati. Pur non nascondendo le divergenze politiche con la Cgil, Lupi ha sottolineato come nulla possa giustificare un atto di violenza di tale portata.
Gli spari contro la sede di Primavalle, ha detto, rappresentano un’intimidazione “assolutamente inaccettabile”, di fronte alla quale non possono esistere ambiguità.
Un coro bipartisan che, almeno nelle dichiarazioni, riafferma un principio condiviso: la violenza politica è una linea rossa che non può essere oltrepassata, e la difesa delle istituzioni democratiche resta un terreno comune.
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