La Juventus chiude ufficialmente il capitolo Igor Tudor e, oltre a liberarsi di una panchina ormai già cambiata, mette a segno anche un’operazione importante dal punto di vista economico.
Il tecnico croato aveva rinnovato in estate il suo contratto fino al 30 giugno 2027, ma l’esonero arrivato a fine ottobre ha costretto il club bianconero a gestire una situazione pesante a bilancio.
La risoluzione anticipata dell’accordo consente ora alla Juve di evitare il pagamento degli stipendi previsti per i prossimi due anni.
Tudor percepiva uno stipendio di circa 3 milioni di euro netti a stagione. Considerando che il suo contratto sarebbe scaduto nel 2027, la Juventus avrebbe dovuto continuare a versargli l’ingaggio per altre due stagioni complete.
In termini economici, l’operazione permette quindi alla società di alleggerire i conti di circa 6 milioni di euro netti, una cifra che diventa ancora più alta se si considera il costo lordo complessivo a bilancio.
L’accordo per la risoluzione non è solo una scelta tecnica, ma soprattutto una mossa strategica. Quei milioni risparmiati possono ora essere reinvestiti nel progetto guidato da Luciano Spalletti, tra mercato, staff e pianificazione futura.
Per una Juventus impegnata nel risanamento economico e nel ritorno stabile ai vertici, liberarsi di un ingaggio così pesante rappresenta un passaggio cruciale.
La separazione da Tudor, dunque, non è solo una pagina voltata in panchina, ma anche una boccata d’ossigeno per i conti bianconeri.
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