24 Feb, 2026 - 15:50

Chi è Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista che sparò a un senzatetto e che è stato condannato

Chi è Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista che sparò a un senzatetto e che è stato condannato

Massimo Adriatici è l'ex assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera, condannato oggi, 24 febbraio 2026, a 12 anni di carcere per omicidio volontario dal Tribunale di Pavia.

L'avvocato ed ex poliziotto è stato ritenuto responsabile della morte di Younes El Boussettaoui, un senzatetto marocchino di 39 anni, colpito da un colpo di pistola sparato in piazza Meardi la sera del 20 luglio 2021.

La sentenza, emessa dal giudice Luigi Riganti con rito abbreviato, supera la richiesta della Procura di 11 anni e 4 mesi, rigettando la tesi della difesa di legittima difesa.

Cosa sappiamo della vita di Massimo Adriatici, l'ex assessore condannato per omicidio

Nato il primo giugno 1974 a Voghera, Massimo Adriatici ha costruito una carriera variegata prima dell'exploit politico.

Entrato in Polizia nel 1995 come agente scelto, ha scalato i ranghi fino a sovrintendente, lavorando nel commissariato locale in settori come anticrimine e Polizia giudiziaria fino al 2011.

Laureatosi in Giurisprudenza nel 2006, ha aperto uno studio legale penalista in città, diventando anche docente a contratto di diritto penale.

Eletto assessore alla Sicurezza nella giunta di centrodestra del sindaco Paola Garlaschelli nel 2020 con la Lega, Adriatici si è autosospeso subito dopo i fatti del 2021.

Conosciuto localmente per le sue posizioni dure sulla sicurezza urbana, ha sostenuto di possedere regolarmente la pistola usata contro El Boussettaoui.

Il processo, iniziato dopo un iter travagliato con modifica dell'imputazione da eccesso colposo di legittima difesa a omicidio volontario nel 2024, si è concluso oggi con la condanna in primo grado.

Perché Adriatici sparò a un senzatetto

La sera del 20 luglio 2021, in piazza Meardi a Voghera, Younes El Boussettaoui, pluripregiudicato e ubriaco, stava importunando degli avventori di un bar quando si è avvicinato ad Adriatici.

Ne è nata una colluttazione: la vittima ha colpito l'ex assessore con uno schiaffo, facendolo cadere. Al che, Adriatici ha estratto la pistola e sparato un colpo che ha raggiunto El Boussettaoui al petto, causandone la morte poco dopo in ospedale.

La difesa ha invocato la legittima difesa, un "blackout" dovuto alla colluttazione, sostenendo anche che si fosse trattato di uno sparo accidentale durante la caduta. Per questo, aveva chiesto l'assoluzione.

Fatto sta che la Procura, guidata da Fabio Napoleone, ha contestato l'omicidio volontario, rilevando il dolo.

Nonostante la richiesta di rito abbreviato, il giudice Riganti ha accolto l'accusa irrogando 12 anni all'imputato, pena ridotta di un terzo per l'abbreviato ma superiore alla richiesta accusatoria.

Si tratta di una sentenza che chiude un caso divisivo, che ha polarizzato le opinioni su temi delicati quali quello della sicurezza e dell'uso delle armi.

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