Il Lecce di Eusebio Di Francesco sta per aggiudicarsi il cartellino di un profilo di un calciatore molto interessante capace di portare fisicità, inserimenti e gol.
La sua crescita negli ultimi anni lo ha reso più maturo e tatticamente solido, mentre le sue qualità naturali — potenza, timing e senso del gol — lo rendono un profilo molto interessante per la Serie A.
Se inserito bene, Omri Gandelman può diventare uno di quei giocatori che non fanno sempre notizia, ma che spostano gli equilibri con una corsa in area o un gol pesante. Ma chi è? Andiamolo a conoscere un po più da vicino.
Omri Gandelman è uno dei centrocampisti israeliani più interessanti emersi negli ultimi anni. Nato nel 2000, mancino naturale, alto 1,88 m, unisce una struttura fisica da giocatore nord-europeo a una formazione tecnica tipica del calcio israeliano, molto orientata alla pulizia di tocco e all’intelligenza negli spazi.
È un centrocampista moderno: non un regista puro né una mezzala classica, ma un interprete ibrido capace di giocare tra le linee, inserirsi in area e partecipare attivamente alla fase offensiva. Questo profilo lo rende particolarmente appetibile per un campionato come la Serie A, dove la qualità dei centrocampisti incursori fa spesso la differenza.
Gandelman si forma nel settore giovanile del Maccabi Netanya, club con una lunga tradizione nella valorizzazione dei giovani. Qui compie un percorso di crescita molto rapido: dopo l’esordio in prima squadra, diventa presto un titolare fisso e uno dei centrocampisti più produttivi della Israeli Premier League, sia in termini di rendimento che di gol.
Nel 2023 arriva il salto in Europa con il trasferimento al Gent, una delle squadre più strutturate del calcio belga. L’impatto è positivo: Gandelman non viene utilizzato come semplice mediano, ma come centrocampista offensivo o mezzala avanzata, ruolo in cui può sfruttare al massimo il suo tempismo negli inserimenti. In Belgio migliora sotto il profilo tattico, nel ritmo di gioco e nella gestione dei duelli fisici, diventando uno dei centrocampisti con più gol del suo club nelle ultime stagioni.
Parallelamente si consolida anche in nazionale israeliana, entrando stabilmente nel giro della selezione maggiore e partecipando ai principali tornei con le giovanili e l’Under 23.
Gandelman è il classico centrocampista che “arriva” più che costruire. La sua dote principale è il senso del tempo negli inserimenti: sa leggere quando attaccare lo spazio alle spalle dei difensori e farsi trovare pronto in area di rigore. Non a caso segna spesso su seconde palle, cross o situazioni di caos offensivo.
Fisicamente è dominante: usa bene il corpo per proteggere palla, vincere contrasti e farsi valere nel gioco aereo. Questo lo rende particolarmente utile contro difese chiuse o squadre che concedono pochi spazi.
Dal punto di vista tecnico non è un fantasista, ma ha un buon piede sinistro, soprattutto nel tiro dalla media distanza e nei passaggi verticali.
In fase difensiva è generoso e partecipa al pressing, anche se il suo vero valore emerge quando può giocare più vicino all’area avversaria.
Negli ultimi campionati con il Gent, Gandelman si è affermato come uno dei centrocampisti più produttivi in zona gol. Le sue stagioni belghe raccontano di un giocatore che, pur partendo da una posizione non offensiva, arriva con continuità alla conclusione, garantendo numeri tipici di un trequartista o di una seconda punta.
Nella stagione in corso (prima del trasferimento) ha mantenuto una media realizzativa molto elevata per un centrocampista, confermando che la sua non è stata una fiammata occasionale ma una caratteristica strutturale del suo gioco.
L’operazione che dovrebbe portarlo al Lecce rientra perfettamente nella filosofia del club: giocatore nel pieno della maturità, con esperienza europea, ma ancora con margini di crescita e valorizzazione.
Nel contesto tattico di una squadra che cerca verticalità, inserimenti e gol dal centrocampo, Gandelman può diventare un’arma molto utile. Può giocare da trequartista atipico, da mezzala offensiva o da interno che accompagna l’azione, offrendo una soluzione diversa rispetto ai centrocampisti più palleggiatori.
La Serie A, con le sue difese attente e le partite spesso bloccate, è un campionato in cui un centrocampista che sa attaccare l’area può fare la differenza — ed è esattamente questo il profilo che il Lecce sta cercando.
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