14 Jan, 2026 - 16:35

Referendum sulla giustizia, è in vantaggio il sì o il no? Ecco gli ultimi sondaggi (e la prima decisione del Tar)

Referendum sulla giustizia, è in vantaggio il sì o il no? Ecco gli ultimi sondaggi (e la prima decisione del Tar)

Chi è davanti? Il fronte del sì o quello del no per il refendum sulla riforma della giustizia?

Gli ultimi sondaggi divulgati in tv danno ancora un margine abbastanza ampio tra i due schieramenti. Ma c'è da dire che le distanze, almeno per un istituto demoscopico, si sono accorciate.

Fatto sta che quello fissato al 22 e 23 marzo prossimo è l'appuntamento politico cruciale dell'intero 2026. Quindi, centrodestra e centrosinistra si stanno giocando tutte le carte a disposizione per avere la maglio, sebbene il fronte del sì sia allargato anche a una buona fetta di sinistra e il governo Meloni non abbia voluto legare il suo destino all'esito della consultazione popolare.

Intanto, un punto a favore il centrodestra lo segna con il Tribunale amministrativo regionale del Lazio che oggi, con decreto cautelare monocratico, non ha accolto la richiesta di sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio e del decreto del presidente della Repubblica conseguente con cui è stata fissata, per i giorni 22 e 23 marzo 2026, la data di celebrazione del referendum.

I sondaggi sul referendum sulla giustizia nel giorno della decisione del Tar sulla data

Ma quali sono gli ultimi sondaggi sul referendum sulla riforma della giustizia di cui si deve tener conto?

Il primo è quello svelato da Giovanni Floris nel corso dell'ultima puntata del suo diMartedì. Si tratta di una rilevazione Ipsos-Doxa che dà il fronte del sì al 54% e quello del No al 46%.

La distanza rimane netta ma c'è da dire che si è ridotta: un mese fa, infatti, il vantaggio dei favorevoli alla riforma Nordio arrivava a segnare il 57,9% contro il 42,1%.

Sta di fatto che, per vedere quanto margine di recupero c'è per la parte del No, è stato chiesto anche se fosse obbligatorio votare, da che parte si starebbe.

Ebbene, in questo caso, i sì sarebbero al 46,7% e i no al 53,3: segno che la partita è più che mai aperta.

A Porta a porta, un altro sondaggio, in ogni caso, dice che il 41% ha già deciso che andrà a votare; non lo farà, invece, il 17,4%; ed è indeciso il 41,6%. In questo quadro, i sì sarebbero al 50,3% e i No al 35,4%.

La decisione del Tar

Intanto, un po' di chiarezza l'ha cominciata a fare il Tar del Lazio a proposito della data del referendum, dato che, incredibilmente, in Italia, si litiga anche su questo: oggi il 22 e 23 marzo si è rafforzato perché il Tar, come accennato, non ha accolto la richiesta di sospensione cautelare urgente della deliberazione del Governo che aveva scelto proprio quei giorni per aprire i seggi.

A presentarla era stata il Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia.

Ma non è finita qui: la domanda cautelare di sospensiva ora sarà esaminata nell'udienza collegiale fissata per il prossimo 27 gennaio.

È stata infatti accolta - "sussistendo le ragioni di urgenza richieste" - l'istanza con cui i ricorrenti chiedevano "l'abbreviazione alla metà dei termini processuali riferibili alla celebrazione della camera di consiglio deputata alla trattazione collegiale della domanda cautelare", "sussistendo le ragioni di urgenza richieste". 

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