Non si possono usare due pesi e due misure sull'Iran. L'avvertimento, oggi, lo lancia Alessandro Orsini, il socilogo più apprezzato dagli anti-occidentalisti, sulle pagine del Fatto Quotidiano.
Per il docente della Luiss, anche il regime degli ayatollah è legittimo. L'Occidente, quindi, non può arrogarsi il diritto di abbatterlo.
In realtà, spiega Orsini, la sociologia contempla varie specie di legittimazione.
Che poi il suo regime combatta da decenni l'Occidente, in primis Israele considerandolo "un cancro da estirpare", e sul fronte interno non rispetti i diritti umani, questo Orsini lo dimentica.
Prima di intervenire in Iran, l'Occidente deve continuare a pensarci due volte perché Khamenei è un leader riconosciuto dal suo popolo, afferma Orsini:
E invece: le democrazie occidentali già hanno dimostrato tutto il loro doppiopesismo sulla questione Iran, a detta di Orsini:
C'è da dire che l'Iran è la nazione che investe ingenti capitali per arrivare alla bomba atomica mentre affama il suo popolo e si è rivelata fondamentale per la preparazione dell'attacco del 7 ottobre di Hamas contro Israele. Ma questo, Orsini sembra ignorarlo.
Al professore interessa solo sottolineare che "i problemi a Gaza si risolvono mantenendo Netanyahu al potere; i problemi a Teheran si risolvono rovesciando Khamenei..."
Beh, Orsini dovrebbe sapere che in Israele si vota liberamente e che proprio quest'anno ci saranno le elezioni che potrebbero rovesciare Netanyahu, mentre in Iran gli ayatollah sono al potere inamovibilmente nel nome di una repubblica islamica...
E comunque: secondo Orsini, in corso ci sono delle vere e proprie crociate perché si reputano "legittimi soltanto i governanti occidentali":
Poi, il professore si avventura in questo parallelo:
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