Venti gennaio 2025, venti gennaio 2026: un anno di Trump alla Casa Bianca. Un anno del secondo mandato del tycoon che per Tommaso Cerno, il direttore del Giornale, fondamentalmente, ha certificato una cosa: che a Palazzo Chigi l'Italia ha una leader. E il suo nome è Giorgia Meloni.
Un anno con il presidente "più pazzo del mondo", per parafrasare il titolo di un vecchio film.
Di sicuro con il presidente più indecifrabile e meno scontato della storia americana: dai dazi alle guerre, dalle paci alle rivendicazioni del Premio Nobel. Per Tommaso Cerno, dopo dodici mesi del secondo mandato, dal magnate newyorkese si può trarre solo una conclusione: se c'è un leader che è fiorito sotto la sua presidenza, quel leader ce l'abbiamo noi: è Giorgia Meloni.
Un po' troppo ottimista? Chissà. Sta di fatto che Cerno la mette così:
Per il direttore del Giornale, quindi, l'uragano Trump ha avuto il merito di sbatterci in faccia la dura realtà:
Proprio come la premier Giorgia Meloni, il presidente Donald Trump rappresenta una vera e propria ossessione per la sinistra italiana, a parere di Tommaso Cerno:
La riflessione di Cerno, allora, è questa:
Ma soprattutto, per il direttore del Giornale, il più grande merito di Trump è questo.
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