21 Jan, 2026 - 10:52

Riforma della Giustizia, Travaglio manda a quel paese chi smaschera Barbero: "Fuck checking"

Riforma della Giustizia, Travaglio manda a quel paese chi smaschera Barbero: "Fuck checking"

Un solo editoriale non è bastato a Marco Travaglio per togliere Alessandro Barbero dal tunnel delle mazzate in cui si è ficcato postando il video social in cui cerca di giustificare il suo no alla riforma Nordio. 

Oggi, il direttore del Fatto Quotidiano è costretto a ripetere l'impresa prendendo le parti dello storico e mandando a quel paese chi, in questi giorni, ne ha sbertucciato tutte le fake news che ha diramato in vista del referendum sulla giustizia dei prossimi 22 e 23 marzo.

Così, l'articolo in prima pagina di Travaglio si intitola significativamente "Fuck checking".

Come dire: maledetti coloro i quali smascherano inesattezze e fake news su cui poggia il no di Barbero e di chissà quanti altri alla riforma Nordio.

Travaglio contro i fact checker che hanno smascherato Barbero

E insomma: a leggere i social in questi giorni, Alessandro Barbero ne esce davvero male dal video che ha postato con la speranza di fare proseliti per il no alla riforma Nordio.

Ma tant'è: il professore star della tv e dei social è da tempo politicamente organico al Movimento Cinque Stelle, non fa che essere un megafono del partito di Giuseppe Conte.

Per questo, poiché l'amico del mio amico e amico mio, Travaglio oggi, per la seconda volta consecutiva, tenta di dargli una mano facendolo passare per martire:

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Quelli del sì, non trovando un testimonial autorevole per la schiforma Nordio (chi è autorevole, diversamente da loro, ha una faccia e una reputazione), si dedicano a screditare quelli del no. Dopo Gratteri, ora tocca a Barbero, passato ai raggi X da presunti fact checker che lo accusano di mentire sulle due ragioni fondamentali del suo no: l'indebolimento del Csm e la strada spianata verso il controllo del governo, o della maggioranza parlamentare

che, per Travaglio, "è la stessa cosa".

Travaglio e l'allarme fascismo

Gira e rigira, insomma, siamo sempre lì: all'allarme fascismo. Travaglio non si schioda:

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Oggi il Csm difende l'indipendenza e l'autonomia della magistratura tutta e dei singoli magistrati sotto attacco. Se viene smembrato in due organismi perde peso...

Come dire: al direttore del Fatto, più che la garanzia di una giustizia equa per i cittadini, sta a cuore il mantenimento dello strapotere che le toghe hanno oggi, il mantenimento dello status quo dell'organo costituzionale che anche lui, in passato, ha evidenziato compromesso dalle correnti politicizzate dei magistrati.

L'introduzione del sorteggio per scardinarle?

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I sorteggiati saranno monadi in ordine sparso, contro una falange di nominati dal politici (tutti del colore del governo, visto che la lista dei sorteggiabili si vota a maggioranza). Perciò, il sorteggio ha un senso solo abolendo la quota laica...

Travaglio vorrebbe una super magistratura, quindi: un mondo a parte e al di sopra di tutto e di tutti, che non debba rendere conto a niente e nessuno, visto che nei Csm non vorrebbe la quota di giuristi laici non a caso introdotta dai nostri Padri costituenti (e non nominati, ma sorteggiati da una lista man mano formulata dal parlamento, che sarebbe sempre l'organo che rappresenta gli italiani).

Travaglio e il pericolo dei magistrati sotto l'esecutivo

Il direttore del Fatto, poi, torna sull'altro punto nodale della riforma Nordio con il quale si trova d'accordo con Alessandro Barbero:

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Quanto al pm sotto l'esecutivo, i fact checker dicono: ma nella riforma c'è scritto che pm e giudici restano indipendenti e ci vorrebbe un'altra legge costituzionale per sottometterli. Balle: una volta separate le carriere, basterà ritoccare l'ordinamento giudiziario (legge ordinaria) per sottoporli al governo senza dirlo

Peccato che, in tal caso, interverrebbe la Corte Costituzionale per bloccare sul nascere questo tentativo. Travaglio rischia, nel tentativo di salvare Barbero dalle mazzate, rischia di rimanerci sotto anche lui.

 

 

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