Giulia Sorrentino, la giornalista che da tempo sta indagando sui rapporti tra Islam e politica in Italia, oggi, sulle pagine del Giornale, fa scattare un nuovo allarme: il partito dei musulmani starebbe avanzando inesorabilmente, tant'è che c'è già qualcuno di loro che dice che "bisogna incidere nelle urne".
Il che ci starebbe nel gioco democratico, in una democrazia rappresentativa come la nostra.
Ma la Sorrentino si chiede se l'Islam in Italia sia pronto ad accettare le regole del nostro sistema o se non miri piuttosto a fondare una società basata sulle leggi che si ricavano dal Corano.
Insomma: il problema è sempre quello che papa Ratzinger, tanto per fare un nome, ha affrontato a chiare lettere: la non separazione tra religione e politica dell'Islam.
I musulmani tentano anche in Italia di organizzarsi politicamente. Ma non attorno a valori o programmi laici, ma in quanto tutti della stessa fede in Allah. Questo è l'allarme che fa scattare Giulia Sorrentino, la giornalista che più di altri sta indagando su questo fenomeno:
Per Sorrentino, i primi a saperlo sono proprio le guide radicali dei musulmani italiani. Tanto è vero che "non hanno firmato l'intesa con lo Stato italiano previsto dall'articolo 8 della nostra Carta".
Cosa dice quest'articolo 8 della Costituzione?
È qui, per la Sorrentino, che casca l'asino.
Giulia Sorrentino fa presente che "il Corano, la Sunna e la Sharia sono fonti di diritto" per i musulmani. E che le ultime esternazioni del predicatore di Torino Brahim Baya e del fondatore del sito islamista "La Luce" Davide Piccardo non sono affatto tranquillizzanti dal suo punto di vista:
Poi il riferimento esplicito alle elezioni politiche:
Per Giulia Sorrentino, si tratta di una vera e propria "chiamata alle armi, o meglio alle urne".
Sorrentino si concentra in modo particolare su Baya, il predicatore di Torino, e Piccardo, il fondatore del sito "La Luce":
riflette la giornalista. La quale si chiede anche:
Il punto, quindi, è questo:
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