01 Feb, 2026 - 23:16

Chi è Alberto da Trecate, concorrente di Chi vuol essere milionario del 1 febbraio?

Chi è Alberto da Trecate, concorrente di Chi vuol essere milionario del 1 febbraio?

Di professione farmacista in un'azienda di famiglia, Alberto da Trecate - classe 1991 - è il secondo concorrente di Chi vuol essere milionario a giocare nella puntata di domenica 1 febbraio. In passato è stato istruttore di crossfit.

Chi è Alberto da Trecate, concorrente di Chi vuol essere milionario?

In una delle recenti puntate di Chi vuol essere milionario?, il gioco a premi condotto da Gerry Scotti, Alberto da Trecate si è seduto sulla sedia più famosa della televisione per affrontare la scalata verso il milione di euro.

La sua partita è stata un susseguirsi di domande che hanno richiesto non solo una vasta cultura generale, ma anche la capacità di ragionare sotto pressione, toccando temi che spaziano dalla cultura pop alla letteratura russa, passando per la musica e la gastronomia.

Il percorso è iniziato con domande legate all'intrattenimento e ai fenomeni mediatici. Alberto ha dimostrato di muoversi bene nel mondo del cinema rispondendo correttamente a una domanda sulla saga di Star Wars. Ha infatti identificato in Han Solo il personaggio che non è un cavaliere Jedi, a differenza dei compagni d'avventura dotati della Forza.

Sempre in ambito cinematografico e di costume, ha saputo dare la definizione corretta di supercazzola, termine nato con la commedia Amici miei per indicare quel nonsense pronunciato con estrema serietà allo scopo di confondere l’interlocutore.

La scalata è proseguita toccando il mondo della musica e dell'editoria contemporanea. Il concorrente ha dimostrato di conoscere bene le icone italiane attuali, identificando l'armadillo come l'animale antropomorfo che rappresenta la coscienza di Zerocalcare nelle sue celebri tavole.

Anche sulla musica leggera Alberto non si è fatto trovare impreparato: interrogato sull'origine del nome del gruppo Pinguini Tattici Nucleari, ha spiegato che la scelta non è stata casuale, ma deriva da una birra scozzese particolarmente forte prodotta dal birrificio BrewDog.

Uno dei momenti di curiosità ha riguardato le abitudini degli italiani e le tradizioni. Alberto ha indicato correttamente la conchiglia come il simbolo del Cammino di Santiago, l'oggetto che ogni pellegrino porta con sé durante il viaggio verso la Galizia.

Parlando invece di tendenze digitali e culinarie, è emerso che nel 2025 la ricetta più cercata su Google in Italia è stata il casatiello napoletano, segno di un forte interesse verso i piatti tipici della tradizione pasquale campana. Entrando nelle fasi più calde del gioco, le domande sono diventate più specifiche.

Particolarmente interessante è stato il quesito su Salvador Dalì e l'ispirazione per uno dei suoi quadri più famosi, La persistenza della memoria. Alberto ha saputo che l'idea degli orologi molli nacque da una suggestione quasi banale ma geniale: l'osservazione di un formaggio francese, il camembert, che si stava sciogliendo sotto il calore del sole.

Questo dettaglio, riportato dallo stesso artista nella sua autobiografia, è uno dei tanti aneddoti che rendono il surrealismo così affascinante. C'è stato poi un momento di incertezza riguardo al film Sinners, che ha stabilito un record di nomination agli Oscar.

La domanda chiedeva in quale categoria la pellicola non fosse candidata. Nonostante la risposta fosse la categoria per l'attrice protagonista, Alberto ha preferito non rischiare e ha deciso di utilizzare uno dei suoi aiuti per cambiare la domanda, preferendo affrontare un tema su cui si sentiva più sicuro per proteggere il suo montepremi.

La tensione è arrivata al culmine con una citazione dai toni etici e filosofici: "Nessun progresso, nessuna rivoluzione, nessuna guerra potrà mai valere anche una sola piccola lacrima di bambino". Qui il concorrente ha commesso un errore che gli è costato caro.

Forse pensando all'impegno sociale di certi musicisti, ha attribuito la frase a John Lennon. La risposta corretta era invece Fëdor Dostoevskij, lo scrittore russo che inserì questa profonda riflessione morale nelle pagine dei suoi romanzi.

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